Le trame del destino

Destino, caso, coincidenza sono argomenti dominanti nel cinema d’autore degli ultimi anni. Sarà per le incertezze della nostra vita quotidiana attuale e futura, esasperate dall’annunciata catastrofe ecologica e dalle esagerate corse verso denaro e successo – sempre più spesso usati come sinonimi -, per non parlare di guerra e terrorismo che però (anche se facciamo finta del contrario) sono sempre esistiti, ma questi temi hanno sedotto, tra gli altri, autori del calibro di Woody Allen, David Cronenberg, Danis Tanovic (regista del pluripremiato “No Man’s Land”,

“Blue Jasmine”

Woody (Allen) continua a sfornare ancora un film all’anno, nonostante gli oltre cinquant’anni di carriera, e come faceva trent’anni fa continua a passare dalla commedia – quando lui ne è anche interprete (oppure no, come negli ultimi anni) -, al  dramma, e ormai da oltre due decenni, ispirati ai suoi registi cult Ingmar Bergman e Federico Fellini, oppure per far recitare le attrici di cui resta folgorato. Infatti, non possiamo dimenticare il sodalizio prima con Diane Keaton, poi  con Mia Farrow