La conquista di Costantinopoli

Ottava parte
Costantinopoli si era consegnata invocando la clemenza del vincitore; i tre giorni da incubo che l’avrebbero sconvolta e semidistrutta cominciarono la mattina del martedì 13 aprile. Mentre il fuoco appiccato dagli uomini del marchese divorava case e palazzi, gli splendidi tesori d’arte tuttora intatti venivano brutalmente spezzati per fare bottino.

La conquista di Costantinopoli

Sesta parte
La notte del 17 luglio 1203 fu di grande fermento nella corte di Costantinopoli: ormai senza il basileus e con l’esercito crociato alle porte, urgeva trovare una via d’uscita che impedisse il disastro. Reinsediare  Isacco II sul trono apparve la soluzione migliore: avrebbe rimosso la causa dell’assedio e al tempo stesso impedito al principe Alessio, così legato all’Occidente, di diventare imperatore.

La conquista di Costantinopoli

Quinta parte
Nell’abbazia di Santo Stefano i condottieri crociati tennero assemblea. Il doge propose di gettare le ancore nelle isole vicine, ricche di grano e di ogni bene, evitando così di sbarcare sulla terra ferma dove, per procurare i viveri che scarseggiavano, l’esercito si sarebbe dovuto sparpagliare nel vasto territorio riportando inevitabili perdite che una truppa tanto esigua, con un compito tanto grande, non poteva permettersi.

La conquista di Costantinopoli

Quarta parte
La flotta scese l’Adriatico lungo la costa Dalmata. Davanti agli occhi meravigliati e soggiogati delle popolazioni rivierasche, passavano e passavano galee, navi tonde, dromoni, uscieri, di uno sfarzo e di una bellezza mai visti fino allora e la sfilata sembrava non avere fine, la potenza di Venezia si dispiegava e copriva il mare. A Pola le navi fecero una sosta e probabilmente toccarono anche altri porti, perché soltanto la vigilia di San Martino, quaranta giorni dopo la partenza, l’armata si presentò davanti alle mura di Zara.

La conquista di Costantinopoli

Terza parte
I veneziani accolsero con entusiasmo i cavalieri e i pellegrini crociati che arrivavano in città, stanchi dal lungo viaggio e misero a loro disposizione l’isola di San Nicola affinché sistemassero le tende. All’inizio di giugno, il flusso ininterrotto di uomini provenienti da oltralpe lasciava bene sperare ma, prima della fine del mese, il flusso cominciò a diminuire e presto si capì che non era arrivata neanche la quarta parte dei crociati attesi.

La conquista di Costantinopoli

Seconda parte
   Il conte Tibaldo III di Champagne morì il 24 maggio 1201, stroncato da una febbre tifoidea, poco dopo il rientro di Villehardouin da Venezia. Lasciava alla moglie Bianca di Navarra una figlioletta di un anno di nome Maria, in grembo Tibaldo IV futuro re poeta di Navarra e la reggenza del suo feudo.

Bonifacio I di Monferrato

Bonifacio I, decimo marchese di Monferrato, discendente diretto di quell’Aleramo che il 23 marzo 967 ricevette a Ravenna per diploma di Ottone I quindici corti in terra di Lombardia, nacque intorno al 1150 da Guglielmo V il Vecchio e Iulita di Babenberg, sorella uterina di Corrado III, imperatore dei Romani e zia di Federico I Barbarossa.