Continuano gli omaggi a Michelangelo Antonioni: si riparte da San Francisco

Il 2017 ha visto tutto il mondo rendere omaggio all’opera di Michelangelo Antonioni nel decimo anno dalla scomparsa e registrarne la fortissima influenza presso cineasti, spettatori, festival, cinefili, fino a quello che è stato l’evento più importante: la grande retrospettiva completa organizzata dall’Istituto Luce Cinecittà al MoMA di New York nel dicembre scorso

L’avventurosa storia del grammofono

di Ivana Musiani
Si trovava ai piedi di una tigre di gesso, circondato da collane di vari colori e di varie epoche, braccialetti d’argento e di plastica, tazzine di Limoges e di Laveno, statuine di biscuit, borsette da sera di perline e altri innumerevoli oggetti i cui antichi proprietari riposavano da lungo in pace: un libro.

“I segreti di Wind River”

Neve e morte, segreti e menzogne, discriminazione e ingiustizia, razzismo e violenza sono gli ingredienti dello sconvolgente thriller “I segreti di Wind River” che segna il debutto nella regia dello sceneggiatore Taylor Sheridan, da “Sicario” di Denis Villeneuve a “Hell or High Water” di David Mackenzie, presentato due anni fa alla Festa del Cinema di Roma (ma non in sala) e candidato a quattro premi Oscar, inclusa la sceneggiatura

Scarpe rosse in cammino contro il femminicidio

“Zapatos Rojos” è un progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet. Consiste in un’installazione composta da numerose paia di scarpe rosse da donna, per puntare il dito contro l’omertà che avvolge la scomparsa e l’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juárez e per dire basta alla violenza di genere.

“The Disaster Artist”

Al peggio non c’è mai fine, nemmeno al cinema, questo è il cattivo esempio proposto da “The Disaster Artist” di e con James Franco – nomination agli Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale – perché non di tratta di una parodia né di un semplice remake o della solita storia del “sogno americano”. E’ la storia della disastrosa carriera, anzi ‘dell’opera prima’ di un attore, regista, sceneggiatore e produttore di se stesso che – egocentrico e senza talento – è riuscito a fare un film talmente disastroso