Storia semiseria di un giovane brillante

Era un giovane brillante che faceva di tutto per apparire opaco e questo, a volte, gli creava un’inquietudine che sfociava in malumori improvvisi che scomparivano con la fugacità di un baleno. Era un maestro in mandare indietro stati d’animo che avrebbero potuto fornire qualche indicazione sul suo vero io.

Si chiama Gabriele come l’arcangelo

“Si chiama Gabriele, come l’arcangelo. Gabriele Contini e come l’arcangelo è bello”.  Quelle parole le ronzavano nel cervello come un insetto grasso e fangoso, pungevano ogni pensiero e lo facevano esplodere. La sua testa era un ammasso di pensieri frammentati. Aveva parcheggiato dalle parti di Villa Borghese, evitando il solito garage per paura che stesse lì ad aspettarla, come faceva a volte quando non passavano la notte insieme.

Olimpia

Provavo un’attrazione morbosa per lei, più spirituale che carnale. Olimpia era una ragazza bellissima, ma triste. Prostrata sulla sedia a rotelle, usciva raramente di casa grazie alla buona volontà del fratello Eros.

Buon compleanno Rosanna

Aveva srotolato la pellicola trasparente per alimenti e, mentre la tagliava sull’orlo dentato della confezione, aveva provato una sorta di benessere, quasi di gioia. Il possedere di nuovo la pellicola che da giorni dimenticava di comprare e poterci avvolgere la carne da mettere nel freezer le aveva procurato quella sensazione, mai provata prima mentre avvolgeva un petto di pollo nella plastica trasparente.

Il suicidio

Le luci; di quella serata ricordava le luci ondeggianti delle candele sui tavoli e la larga distesa  luminosa della città che ai margini si arrampicava, diradando, per le colline. Si stava bene sul terrazzo di quel ristorante, discreto, elegante; Marcello le aveva chiesto di sposarlo mentre i camerieri scivolavano silenziosi fra i tavoli. Due anni dopo lui era andato via. Le aveva detto che doveva riflettere, che il loro matrimonio restava sospeso.

In venti minuti

Irene attraversò la strada quasi correndo; non voleva arrivare, come al solito, giusto nel momento in cui l’autobus partiva o era appena passato. Alla fermata c’era un gruppetto di gente e dalle facce, annoiate e infreddolite, si capiva che aspettavano da molto.