Manrico, detto il Lombrico

di Mamma Oca
Già m’immagino i nomi che potrebbero venirvi in mente se qualcuno vi chiedesse di elencare i responsabili dei più grandi crimini contro l’umanità

Rita e la Rosa Zephirina

di Mamma Oca
Ogni giorno, nel piccolo giardino di via Uganda 5, l’arrivo di Rita era atteso da tutte le piante quanto il sorgere del sole.

Ernestina e il pioppo

di Mamma Oca
Quali grandi speranze mi scuotevano quando ero ancora un giovane pioppo! Ero tutto un fremito anche nelle giornate in cui non spirava un alito di vento.

Enrichetta e i topolini (una storia milanese)

di Mamma Oca
Bigio e Gigio erano cugini. Pur avendo gusti diversi, andavano molto d’accordo. Abitavano nello stesso palazzo, ma Bigio aveva trovato sistemazione all’ultimo piano, tra i libri di un professore di filosofia.

Il pallido Enrico

Mamma Oca
Quando passava Enrico, la gente scuoteva la testa: “Com’è pallido, quel bambino”.
Anche la mamma, quando a giorni alterni portava Enrico dal dottore, non faceva che ripetere. “Guardi, dottore, com’è pallido il mio bambino”.

Il nostalgico Piero

di Mamma Oca
Piero era uno scolaro difficile. Quando la maestra lo chiamava alla lavagna, Piero si buttava per terra a pancia in giù e percorreva lo spazio tra i banchi e la lavagna aiutandosi con le braccia e scalciando.

Les mariés de la Tour Eiffel

di Mamma Oca
“Annick, tu voli troppo alto”, mi ripeteva sempre la mamma. E aggiungeva, preoccupata: “Finirai per farti male”.