Fagotto in love

di Mamma Oca
Il mio ingresso nella vita è stato un disastro. Già non poco penalizzato dall’anagrafe, quando finalmente arrivò per me la grande occasione di fare il mio ingresso nientemeno che alla Fenice di Venezia, ecco che una commessa da poco assunta

Vocazione precoce

di Mamma Oca
Tutto ebbe inizio con la nascita del fratellino. Il fratellino piangeva giorno e notte, nessuno in casa riusciva più a dormire.

Pipì (dal diario di una giovane tortorella)

di Mamma Oca
L’ultima cosa che ricordai, prima di cadere svenuta in mezzo a una strada di campagna dopo un lungo faticoso volo, furono le parole di mia madre: “Sei troppo piccola per volare”, ma io non le avevo dato ascolto.

Mya e il gatto che non c’è

di Mamma Oca
Quella sera, come già da diverse sere, Mya consumò in fretta la cena, diede la buonanotte al babbo e alla mamma, e andò subito nella sua cameretta.

L’eroico Emanuele

di Mamma Oca
Questo raccontino me l’aveva ispirato il grande Lele Luzzati, di cui tutti credo sentiamo la mancanza Mi ringraziò precisando che non si riteneva per niente coraggioso.

Deborah e il flauto indipendente

di Mamma Oca
Una serie di suoni acuti e dissonanti svegliò d’improvviso Deborah.
“Strano”, pensò, ancora mezzo addormentata: “Si direbbe la voce del mio flauto”.
“Buongiorno, Deborah”, disse una voce argentina.

Manrico, detto il Lombrico

di Mamma Oca
Già m’immagino i nomi che potrebbero venirvi in mente se qualcuno vi chiedesse di elencare i responsabili dei più grandi crimini contro l’umanità

Rita e la Rosa Zephirina

di Mamma Oca
Ogni giorno, nel piccolo giardino di via Uganda 5, l’arrivo di Rita era atteso da tutte le piante quanto il sorgere del sole.