Dino Risi

Dino Risi era un maestro della commedia cosiddetta all’italiana, ma in realtà universale. Il suo sguardo spietato ed ironico sull’Italia del boom, ma non solo. Quello che, a proposito dei suoi film, viene di solito definito cinismo, era in verità una corrosiva e lucida analisi della società contemporanea che raggiunse l’apice in “Il sorpasso”, il graffiante e amaro apologo dell’Italia anni Sessanta

Blake Edwards

Blake Edwards, nato a Tulsa (Oklahoma) il 26 luglio 1922, e morto a Santa Monica il 15 dicembre 2010, all’età di 88 anni, era cresciuto nel mondo del cinema. Il patrigno di suo padre J. Gordon Edwards era stato un regista del cinema muto, e il suo patrigno Jack McEdward un regista teatrale e produttore cinematografico

Il Gattopardo torna a splendere

Ritorna finalmente nella magnificenza del grande schermo, a cinquant’anni dalla prima uscita nel 1963 (Roma, 27 marzo, al Cinema Barberini), del capolavoro di Luchino Visconti “Il Gattopardo”, ovviamente nella versione restaurata in digitale dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, realizzata assieme a Martin Scorsese, da Titanus e Cineteca di Bologna, con il sostegno di Gucci.

Sydney Pollack

Sydney Pollack, uno dei grandi della “Nuova Hollywood” anni Settanta, era nato il 1° luglio 1934, a Lafayette nell’Indiana, in una famiglia di ebrei-russi emigrati negli Stati Uniti. Un vero artista del cinema mondiale che si era sempre impegnato su più fronti e che ha lavorato fino all’ultimo giorno con lo stesso entusiasmo. Infatti, il regista, il produttore e l’attore Sydney

Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo – secondo alcune fonti pseudonimo di Eduardo Passarelli – è celebre soprattutto come autore, attore e regista teatrale, ma ebbe anche una discreta attività cinematografica, principalmente negli anni Cinquanta, periodo in cui diresse – oltre che sceneggiare e interpretare – il maggior numero di film

William Wyler

William Wyler ovvero quarantacinque anni di Hollywood, e quindi d’America, attraverso il cinema più solido e spettacolare, ma anche tramite il dramma sociale, moderno e scottante. Un regista che mise il suo sicuro mestiere al servizio dei generi cinematografici per portarli in primo piano con film quali “Ombre malesi” (The Letter, 1941), il dramma noir; “Vacanze romane” (1953), la commedia sentimentale; “Ben Hur” (1959), il kolossal; “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” (1966), la commedia sofisticata; “Funny Girl” (1968), il musical

Mario Mattoli

Uno dei più prolifici registi del cinema italiano, Mario Mattoli realizzò ottantatré film in poco più di trent’anni ma è conosciuto soprattutto come “il regista di Totò” perché con il grande attore ne girò parecchi. Una media di due film all’anno, per un celebre artigiano che già negli anni Trenta ne realizzava anche quattro o cinque in una sola annata. Mattoli diresse i film più svariati e tutti (o quasi) gli attori più famosi del periodo: da Alida Valli ad Anna Magnani; da Aldo Fabrizi a Macario; da Vittorio De Sica a Totò, appunto; da Lilia Silvi a Marina Berti; da Alberto Sordi ai fratelli De Filippo

Michael Curtiz

Michael Curtiz, ovvero Mihàly Kertész, nato a Budapest la notte di Natale del 1886 – anche se alcuni biografi parlano del 1888 -, era a Hollywood da ben sedici anni quando realizzò uno dei più grandi film, se non il più grande, del cinema americano, dopo “Via col vento”: l’ormai mitico “Casablanca” (1942), con cui vinse l’Oscar per il miglior regista dopo quattro nomination aggiudicatesi per “Capitan Blood”, di cui due nello stesso 1938 per “Angeli con la faccia sporca” e “Quattro figlie”, e “Ribalta di gloria”