“Le invisibili”

Arriva il fenomeno dei botteghini francesi (oltre 10 milioni di euro al box office), ovvero la commedia agro-dolce “Le invisibili” di Louis-Julien Petit che prende spunto dalla realtà sulla scia dei film del maestro inglese Ken Loach. Ispirata al lavoro sul campo di Claire Lajeunie, che ha dedicato un libro e un documentario alle donne

“Cyrano Mon Amour” (Edmond)

Presentato in anteprima a “Rendez-Vous”, non si tratta dell’ennesima versione del famoso testo di Edmond Rostand, ma di un racconto biografico sui toni della commedia dell’autore e della gestazione della celeberrima opera teatrale. “Cyrano mon amour”, scritto e diretto dall’attore e regista Alexis Michalik

“L’uomo fedele”

Ecco l’opera seconda del figlio d’arte Louis Garrel (di Philippe), “L’uomo fedele”, una piacevole commedia sentimentale della quale è anche protagonista con due attrici bellissime, rappresentanti di due generazioni diverse: Laetitia Casta (l’attuale moglie) e Lily-Rose Depp (figlia di Johnny e Vanessa Paradis)

“Noi” (US)

Una metafora inquietante sulla doppia anima dell’America in “Noi” (in originale US, che sta per ‘noi’ ma anche per United States), il nuovo film di Jordan Peele, che ci aveva folgorato due anni fa con l’opera prima “Get Up”, premio Oscar per la miglior sceneggiatura, la prima volta per un thriller-horror in serie A

“L’educazione di Rey”

Interamente ambientato a Mendoza, capoluogo dell’omonima provincia andina argentina (raramente location cinematografica, tranne a scopo turistico), famosa per la produzione vinicola e frutticola, “L’educazione di Rey”, opera prima di Santiago Esteves,  è interpretata dal giovane esordiente Matías Encinas e da Germán de Silva

“Book Club – Tutto può succedere”

Una commedia su misura delle quattro protagoniste, quattro star da Oscar come Jane Fonda, Candice Bergen (nomination), Diane Keaton e Mary Steeburgen, attrici brave e belle passate dal dramma alla commedia e viceversa sempre con ottimi risultati. “Book Club – Tutto può succedere” di Bill Holderman, scritto con Erin Simms

“Fratelli nemici” (Close Enemies)

Il tema di “Fratelli nemici” di David Oelhoffen – in concorso a Venezia 75 – non è certo nuovo, perché affronta il rapporto fra due uomini, in questo caso amici fraterni perché cresciuti insieme, che tanti anni dopo si ritrovano in campi diversi, anzi opposti; uno al servizio della legge nella squadra antidroga, l’altro dalla parte della criminalità