Francesca Archibugi presenta “Gli sdraiati”, padre e figlio “pezzi unici”

Francesca Archibugi – sempre coadiuvata dallo sceneggiatore Francesco Piccolo – alle prese con una commedia/non commedia, liberamente tratta dal bestseller omonimo di Michele Serra “Gli sdraiati”, che già aveva ispirato lo spettacolo teatrale dello stesso Claudio Bisio, anche qui protagonista. Però non si tratta più del lungo monologo di un padre – sorta di lettera aperta -, ma di un racconto cinematografico che non solo porta ‘in scena’ il figlio

“Gramigna” di Sebastiano Rizzo, la storia vera di un giovane che ha detto ‘no’ alla malavita

“Gramigna – Volevo una vita normale” di Sebastiano Rizzo, racconta una storia vera di mafia, anzi di camorra, ma dal punto di vista di un figlio che non vuole seguire le orme del padre e ha ‘detto no’. Un fatto eccezionale, positivo, che si discosta dalle ormai popolari “Gomorra”, “Suburra” e via dicendo. Perché ormai l’obiettivo si è spostato dentro (casa) anziché fuori. Infatti, tutto cominciò oltre quarant’anni fa, prima con “Il Padrino”, poi sul piccolo schermo con “La piovra”, dove il punto di vista però era quello del poliziotto

Agadah

Ispirato liberamente al classico della letteratura mondiale “Manoscritto trovato a Saragozza” del Conte polacco Jan Potocki (1761-1815) – senatore dell’impero russo e scrittore, ma anche etnologo, egittologo, linguista, viaggiatore… -, e sulla scia de “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, “Agadah” di Alberto Rondalli, è un suggestivo viaggio-sogno, sorta di percorso di iniziazione di un giovane alla ricerca di se stesso (e del ‘mondo’)

The Square

Palma d’Oro al Festival di Cannes (e candidato all’Oscar per la Svezia) per un sorprendente film scandinavo (produzione Svezia-Danimarca-Francia-Germania) attraverso il quale riaffiora una riflessione sulla nostra società e sull’arte contemporanea. “The Square” dello svedese Ruben Östlund, si sviluppa fra pregiudizio e moralismo, provocazione e grottesco, impegno e indifferenza, inquietudine e potere, vizi (tanti) e virtù (poche) del nostro mondo attuale

La signora dello zoo di Varsavia

Un altro dramma per ricordare, anzi per riscoprire che non tutti furono testimoni impotenti della shoah. Tratto dal bestseller di Diane Ackerman, “La signora dello zoo di Varsavia” (The Zookeeper’s Wife), ispirato a una storia vera, ecco il film omonimo, sceneggiato da Angela Workman e diretto dalla neozelandese Niki Caro (da “La ragazza delle balene” a “McFarland, Usa”). Il dramma di una donna polacca che non rimase testimone indifferente della Shoah

I film della Festa del Cinema che vedremo e non: da “Borg – McEnroe” a “The Movie of My Life”

I film della selezione ufficiale della 12.a Festa del Cinema di Roma erano in gran parte, nel bene o nel male, interessanti; alcuni per l’autore, altri per l’argomento trattato, non ultimi quelli che prendevano spunto da una ‘una storia vera’ – diventate sempre più spesso tema di film e fiction -, oppure tratti da libri, molti di essi ispirati alla realtà. Nella maggior parte in uscita ora o prossimamente nelle sale italiane, ma purtroppo altrettanti senza ancora una distribuzione italiana

Un piacevole thriller/horror sul filo dell’ironia: “Auguri per la tua morte” di Christopher Landon

Chi l’ha detto che gli horror sono tutti uguali e spesso banalità e scopiazzature? E’ vero che una volta le idee, come del resto in tutti i generi, mancavano e la fantasia pure, ma da qualche anno – soprattutto grazie al produttore Jason Blum con la sua Blumhouse – qualcosa è cambiato in meglio, tanto da dimostrare che basso costo non significa più bassa qualità e assenza di creatività. Basti ricordare la trilogia “La notte del giudizio” e “Scappa – Get Out”, oppure “Paranormal Activity”, da cui proviene il regista Christopher Landon che ora firma “Auguri per la tua morte”

Ritratto di una donna che non vuole perdere la sua dignità in “L’esodo” di Ciro Formisano

“L’esodo”, scritto e diretto da Ciro Formisano – sceneggiato con Angelo Pastore -, affronta un tema ancora di scottante attualità perché ha avuto delle gravi conseguenze soprattutto sui cittadini, gente comune che, all’improvviso, e in gran parte, è precipitata nella povertà. Infatti, racconta quella condizione venutasi a creare nella vita degli ‘esodati’, licenziati o costretti a lasciare il lavoro con la prospettiva di andare in pensione