Due donne e due Manhattan

di Gladis Alicia Pereyra -Anna. Mi chiamo Anna e vorrei prendere qualcosa di forte, ne ho bisogno, un Manhattan mi andrebbe bene-.
Ilaria chiamò il cameriere e ordinò due Manhattan, anche lei aveva bisogno di qualcosa di forte

Una donna caritatevole

di Gladis Alicia Pereyra
Non nevicava da due giorni e il sole splendeva in un cielo levigato. Sui vicoli del paese, la neve in parte si era sciolta e diventata sottili lastre di ghiaccio rendendo pericoloso il transitare.

Edipo, Edipo!

di Gladis Alicia Pereyra
Non appena chiuse la porta d’ingresso, percepì il freddo. Accese la luce e il suo umore peggiorò. Disseminati sui mobili del salotto si vedevano camice, maglioni, magliette, una giacca, un pantalone e persino un jeans appallottolato per terra. Li ignorò e passò in cucina.

Verso Praga

di Gladis Alicia Pereyra
Prima di attraversare il portone verificò di avere il cellulare nella tasca destra della giacca, la carta di credito e i soldi nel taschino interno e le chiavi in quello superiore. L’ultima verifica era superflua perché aveva chiuso a chiave la porta di casa, ma negli ultimi tempi era talmente distratta, talmente persa nei suoi pensieri da sentirsi costretta a controlli accurati, e di solito eccessivi, sul recente operato.

Grazia Deledda, scrittura e identità

” Intendo ricordare la Sardegna della mia fanciullezza, ma soprattutto la saggezza profonda ed autentica, il modo di pensare e di vivere, quasi religioso di certi vecchi pastori e contadini sardi…”

QWERTYUIOP

Anna spalancò le persiane della porta finestra che dava sul piccolo terrazzo e la luce si precipitò nella stanza, vivace e polverosa; si distese sul tappeto e invase la scrivania gettando dispettosi bagliori sull’austero schermo del computer