Proietti: la mia prima volta allo stadio

di Ivana Musiani

(è una mia intervista pubblicata il 13 maggio 2000 dal quotidiano Il Tempo. Incontrai Proietti    durante le prove di “A me gli occhi 2000”, che andò in scena allo Stadio Olimpico di Roma il 23 giugno di quell’anno. Era la prima volta che lo incontravo ma mi sembrò d’averlo conosciuto da sempre, nelle sue risposte intuii un’apertura, una sincerità e arriverei persino a dire una modestia, raramente riscontrate nella mia professione.)

Proietti  …E’ una follia, io mi sento già male…

Musiani:  A che proposito? Si spieghi, signor Proietti.
P.  Si tratta dello spettacolo che andrà in scena il 23 giugno all’Olimpico… Intendo dire lo stadio, mica il teatro: per l’esattezza alla curva sud, che poi è la mia da sempre perché sono romanista, anche se negli ultimi tempi la Roma… Beh, non voglio parlare.

M.  Sì, non rivoltiamo il coltello nella piaga e parliamo piuttosto di “A me gli occhi 2000”. Cos’ha a che vedere con quel “A me gli occhi, please”, che dal 1976 è un suo continuo successo?
P.  La formula è sempre la stessa, recitazione e canzoni, ma riveduta e corretta.

M.  Con quel 2000, anche lei ha voluto rendere omaggio al millennio?
P. Mi sono accorto che con ‘sto fatto del 2000 tutti si festeggiano, tutti fanno bilanci e resoconti, sia laici che religiosi… così ho pensato di ricordare al pubblico romano la mia lunga attività in questa fortunata forma di intrattenimento…

M. … che in Italia appartiene solo a lei. Questa volta, dato lo spazio, avrà davanti a sé un pubblico sterminato.
P.  Saranno disponibili 16 mila biglietti, tutti numerati. E’ una cifra da capogiro. Non che non sia abituato ai pienoni al Teatro Olimpico: sono andato avanti cinque mesi col tutto esaurito e ho smesso solo perché mi ero stancato. Qui però non è la stessa cosa: staremo a vedere se i romani saranno disposti a muoversi in massa per una sola serata, anziché distribuirsi nell’arco di una sola stagione.

M.  Non crede che verranno anche da fuori? Non è possibile che i suoi fans risiedano solo a Roma: dopo tutto, il maresciallo Rocca è un personaggio nazionale, oltre al fatto che tra una settimana debutterà al Piccolo di Milano.
P.  Effettivamente, anche se considero quello romano il mio pubblico, a vedere “A me gli occhi” al Teatro Olimpico sono venuti in tanti da altre città, persino con torpedoni, soprattutto il sabato e la domenica.

M. Come riuscirà a mantenere il contatto, per così dire, fisico con il suo pubblico data l’inevitabile lontananza che crea la vastità d’uno stadio?
P.  Il problema mi si era già presentato una volta, al Teatro Tenda di  piazzale Clodio, che pure non ha le dimensioni dell’Olimpico. Uno che stava nelle ultime file mi interpellò così: “A Gi’, mandace una fotografia…” 

M.  Ha intenzione di distribuire fotografie?
P.  Sarò reso visibile a tutti da gigantografie, sarò inquadrato da due schermi laterali di 20 metri quadrati, e grazie alle diavolerie del palcoscenico tecnologico (non mi chieda che cos’è e come funziona perché non lo so), quando canterò New York New York mi troverò tra i grattacieli.

M. Quali saranno i titoli delle altre canzoni?
P.  Preferisco che rimangano una sorpresa, però posso anticipare che ci saranno musiche di matrice sudamericana, la mia passione fin da quando ragazzetto, intorno agli anni ’60, mi esibivo in un dancing non molto distante dallo stadio: si chiamava New river garden perché stava sul Tevere. Però questo delle musiche brasiliane e cubane è una sorta di cadeau che faccio a me stesso.

M.  Chi la accompagnerà? 
P.  Sarà una cosa in grande. Un’orchestra di 50 elementi.

M. Perché nutre tanti dubbi, perché pensa che quel recital sarà una follia? Se è andata bene a Baglioni, Jovanotti e tanti altri…
P.  Io sono un attore più che un cantante. Il pubblico ha più facilità a identificare i cantanti attraverso i loro successi, che conosce a memoria e che canta in coro durante le esecuzioni. Ce lo vede il mio pubblico che si mette a recitare tutto insieme un brano di prosa… Per quanto non mi meraviglierei se qualcuno mi anticipasse La storia di Totò o La sa’ l’ultima…

M.  In altre parole, come definirebbe “A me gli occhi 2000”?
P.  Me vojo divertì.

M.  Tutto il contrario del Socrate di Cerami-Piovani.
P.  Là siamo sul tragico, però era un progetto che mi proponevo da molti anni, finalmente sono stato accontentato.

M.  E il Maresciallo Rocca?
P.  E’ già sulla via del ritorno in tv con nuovi episodi…