“J’accuse!”, perchè visto nell’originale. In italiano purtroppo”L’ufficiale e la spia”

di Piera Mattei,

  Vorrei aprire questa nota proprio descrivendo l’apertura del film, straordinaria. Nel silenzio il rumore cadenzato di un plotone militare che avanza in un ampio spazio recintato, il cortile dell’Ecole Militaire. Ad aumentare il pathos della scena, poco prima o quasi in contemporanea era apparsa la scritta: “tutti i personaggi e i fatti della vicenda sono reali”. Poi la macchina avvicina le immagini e un comandante grida un’accusa di tradimento e ordina in tono, nella sua solennità, rabbioso la degradazione dell’ufficiale introdotto dal plotone, Dreyfus. Uno alla volta dalla divisa vengono strappati i gradi e in terra lasciata cadere la spada d’ordinanza ridotta in pezzi, mentre Dreyfus, sempre restando sull’attenti, grida la sua innocenza. Poi la macchina in primo piano riprende l’atteggiamento dei generali soddisfatti di aver sottoposto a tale onta il traditore ebreo. Una scena indimenticabile nella sua violenza tutta istituzionale. Del resto, più avanti nella storia, uno dei personaggi più sordidi il tenente colonnello Henry dichiarerà che suo dovere come soldato è eseguire gli ordini. Cito a memoria:”Se mi viene ordinato di uccidere un innocente, per me non fa differenza”.
La vicenda nei suoi tratti generali è sui libri di storia ma qui il protagonista non è Dreyfus, finito sotto false accuse prigioniero nella sperduta Isola del Diavolo, quanto l’ufficiale Piquart, che nominato capo della sezione dei servizi segreti scopre che i documenti che accusano Dreyfus sono scritti da altra mano e si batte perché sia punito il vero colpevole.

  Torno al suono dei passi sui quali ho aperto questa critica, perché in un’altra scena straordinaria, di nuovo nel silenzio di uno spazio grande, sono l’unico rumore cadenzato e percepibile. Siamo all’interno di una chiesa e lì Piquart raccoglie la corrispondenza che una cameriera incaricata dai servizi segreti gli procura. Nel film mi ha molto colpito l’uso discretissimo della musica tutto a vantaggio dei rumori, che nell’atmosfera d’interni scarsamente illuminati (ancora l’energia elettrica non era diffusa) rendono un’atmosfera di grande sospensione.
Il protagonista Jean Dujardin è molto convincente, ma il film è un’opera corale. Anche i personaggi secondari hanno una forza straordinaria nella loro brutale arroganza e, come nel caso del tenente colonnello Henry, nel loro gusto del male. Nell’unico ruolo femminile dell’amante di Piquart la sensuale Emmanuelle Seigner. Nel ruolo di Dreyfus Louis Garrel. Il film è tratto dal romanzo di Robert Harris che ne firma anche la sceneggiatura con il regista Roman Polansky, del quale qui non diremo altro se non quanto riguarda il film, un’opera che coinvolge e non mostra difetti e forse avrebbe meritato più che Gran premio della giuria alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.