Soul: dove solo l’anima arriva

di Luca Clementelli

  “Dove solo l’anima arriva – Uomini e donne in missione per conto di Dio” è il diciottesimo libro della Collana «Vita di missione», nuova serie della casa editrice EMI – Editrice Missionaria Italiana. Nell’era dei YouTuber e delle stories su Instagram, in cui i famosi 15 minuti di notorietà profetizzati nel 1968 da Andy Warhol si sono ridotti a quindici secondi, come affermava Umberto Eco in un suo articolo, c’è ancora qualche giornalista, in questo caso Monica Mondo, che vuole fermare su carta le interviste più significative da lei condotte durante la trasmissione “Soul” su Tv2000. Ed è anche un modo per ringraziare i suoi compagni di viaggio, cioè di lavoro: il direttore della rete Vincenzo Morgante, l’amica e collega Cecilia Pronti e la giovane assistente Maria Pia Fumarola.
Dal volume si evince proprio questo messaggio: quanto i rapporti umani siano importanti. Nelle quindici interviste, descritte in prefazione da Paolo Ruffini, ex direttore della Mondo e oggi prefetto del Dicastero per la comunicazione vaticana, come una “conversazione a cuore aperto”, si nota “la capacità di vedere e di ascoltare, prima di raccontare”, perché bisogna “conoscere, per discernere e riconoscere anche in quella degli altri la nostra storia comune”. Prosegue Ruffini: “le interviste di Monica Mondo per Soul hanno un valore che le trascende, perché non hanno il fiato corto di chi corre per accorciare il tempo, ma il respiro tranquillo di chi si prende il tempo che serve per arrivare alla verità”. Il direttore definisce la giornalista “superba e umile interprete dell’arte televisiva della conversazione, che congela il tempo e lo spazio per far sì che la vicenda umana parli a chiunque e arricchisca l’interiorità di ognuno”.
I protagonisti del libro sono missionari, insospettabili “star di Soul, sia in tv che sul web”. Così si viaggia dal Madagascar alle villas miseria di Buenos Aires in Argentina, dal muro che separa israeliani e palestinesi a Madeira in Portogallo, dal Sud Sudan al Messico, fino a Bangkok, capitale della Thailandia. Non pensiate però a un testo solo per credenti con la C maiuscola, perché in questa raccolta si parla – oltre che di Dio e della chiamata – soprattutto della bellezza dell’uomo e della comunità. Ogni conversazione porta semplicemente il nome e cognome del protagonista e non se ne enfatizza né esplicita oltre misura la “vocazione”. O, per meglio dire, il termine va inteso nel senso che ognuno di noi ha una vocazione o attitudine, che non rimandano sempre al mondo religioso ma si esprime in vari ambiti come per esempio nel lavoro, nello sport, nel volontariato, negli hobbies e nel tempo libero. Ci dovremmo tutti chiedere se stiamo seguendo la nostra, almeno in parte, o se invece non la prendiamo neanche in considerazione come la strada per condurre una vita più serena e tranquilla. Sfogliare queste “conversazioni a cuore aperto” può essere quindi un buon nutrimento dell’anima del lettore, e d’altra parte proprio questo è il significato di “Soul”!