“Martin Eden”

di Piera Mattei

  Cominciamo col dire che questo film è stato in più sedi premiato, e tuttavia non ci ha proprio convinto. L’operazione in sé ci è subito apparsa viziata dal fatto di mostrare chiaramente l’evidenza di essere una coproduzione italo-francese, per mettere in scena una storia tutta americana. Una storia già altre volte portata sul grande e sul piccolo schermo e troppo nota e popolare per essere leggermente tradita. Non che una trasposizione in altro luogo del famoso romanzo pubblicato nel 1909 da Jack London non fosse possibile, ma allora doveva essere curata e apparire credibile in ogni dettaglio.
Qui subito ci si interroga sul perché un giovane marinaio napoletano – infatti la vicenda è ambientata a Napoli – si chiami Martin Eden, perché la giovane ricca borghese dal nome tutto italiano, Elena Orsini, di cui lui s’innamora parli con accento francese.
L’ambientazione resta dubbia perché si oscilla tra dettagli da inizio secolo ventesimo e ambientazione di epoca fascista, ma assitiamo persino a un notturno rogo di libri, che non ricordo siano avvenuti in quella città. Si ha l’impressione che più si cerca di contestualizzare la narrazione più si commettono errori. Se Martin Eden è un (immaginario) popolano napoletano diventato scrittore di successo, perché poi citare, al confronto con lui, Dino Campana che scrittore immaginario non è? Perché l’automobile della madre di Elena, che aspetta la figlia quando quella torna a dichiarare il suo amore a un Martin ormai ricco e affermato sembra un modello anni Settanta del Novecento?
Quanto poi alla scelta di far parlare tutti i personaggi, tranne i borghesi, in dialetto stretto – non solo napoletano ma anche siciliano o anche in altro dialetto del nord messo in bocca all’editore potente che lancia e protegge Martin – ponendo la traduzione italiana solo sotto alcune battute dei dialoghi, ci è sembrata una scelta manierista non giustificata.
E una Napoli di maniera (e’uaglioncelle, e’vecchiarelle) l’abbiamo sentita infine invadente protagonista, non funzionale al racconto.

  Più dei due attori nei personaggi centrali della storia, Luca Marinelli (che troviamo eccessivo nella dimensione delle spalle e nell’espressività facciale) e Jessica Cressy della quale già si è detto, ci sono sembrati convincenti Carlo Cecchi nel ruolo dell’amico intellettuale, che muore ammalato e suicida, e Carmen Pommella nel ruolo della vedova a casa della quale Martin trova rifugio. Ma non trascuriamo di dire che invece il protagonista maschile Luca Marinelli è stato premiato all’ultimo Festival di Venezia con la Coppa Volpi al miglior attore.

“Martin Eden” regia di Pietro Marcello, che partecipa alla sceneggiatura

Protagonisti: Luca Marinelli e Jessica Cressy

Al cinema dal 4 settembre 2019