Agenda Brasil

di Piera Mattei

  Dal 6 all’8 settembre si è svolto a Roma, presso la Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1, il Festival Internazionale di Cinema Brasiliano, organizzato dall’Associazione Culturale Vagaluna in collaborazione con Fusion Communication.
Sono stati presentati 10 lungometraggi. L’ultimo spettacolo, alle 21, nell’arena.
Il maggior pregio dei due film che ho potuto vedere, in compagnia di un’amica brasiliana, era quello di documentare aspetti particolari della vita di quell’immenso stato-continente.

  “Ayahuasca, expansao da consciencia”, regia di Fausto Noro, affronta da una prospettiva non solo antropologica l’uso tra alcuni indios della foresta – ma anche tra i cittadini di San Paolo – di una bevanda ricavata dalla mescolanza del succo di due piante. Il film ne sottolinea anzi la valenza curativa e religiosa, attraverso la diretta esperienza e l’influsso sulla coscienza dello stesso regista.

  “Aurora 1964” di Diego Di Niglio si rivolge invece alla storia e alla politica della seconda metà del secolo scorso, con riferimenti all’attualità. Registra la diretta testimonianza di sopravvissuti, il ricordo delle prime sparizioni di oppositori in Brasile, già nel 1964, all’inizio di un regime militare durato venti anni, di cui poco si è parlato in Europa. Quel regime precedette, e addirittura ne indicò il crudele metodo di far sparire le vittime, a successive dittature responsabili di migliaia di “scomparsi” in più di uno stato dell’America del Sud. Il film ha ricevuto il Premio della giuria Agenda Brasil, Milano 2019.