Il nostro José ci ha lasciato

 di Gladis Alicia Pereyra

José de Arcangelo ci ha lasciato. Lo scorso cinque settembre se n’è andato all’alba con discrezione, com’era nel suo stile. Se n’è andato anzi tempo, prendendoci tutti di sorpresa, anche questo era nel suo stile, e lasciando in cantiere tantissimi progetti che attendevano solo gli ultimi ritocchi per diventare realtà.
Coerente con se stesso, aveva dedicato l’intera vita a coltivare la sua grande passione per il cinema. Superfluo dire quanto fosse serio e autorevole nel suo lavoro di critico cinematografico, i molti lettori che seguivano fedelmente le sue recensioni e i suoi articoli, che erano un po’ il cuore del nostro magazine, lo sanno bene.
La passione per il cinema nacque nell’infanzia quando, insieme alla madre e alle sorelle, assisteva agli spettacoli pomeridiani nella sua Santa Fé, alla quale restò sempre legato, nonostante si sentisse italianissimo, dopo quarantacinque anni di vita e di lavoro nel nostro paese. E italiano era anche per origine, i suoi genitori erano italiani emigrati in Argentina.
José non ha fatto la carriera che per le sue competenze e la sua straordinaria cultura cinematografica e non solo -scherzando gli dicevamo sempre che era una cineteca ambulante- si meritava. Era troppo fedele ai suoi principi per scendere a patti, per fare le inevitabili concessioni che permettono di conquistare posizioni nei rapporti di lavoro. Impiegare energie per far carriera sarebbe stato per lui un vero spreco, la sua ambizione era un’altra, tutta tesa a esplorare lo sterminato e affascinante universo del cinema che nella sua constante evoluzione presenta sempre nuove sfide, nuove correnti da interpretare e approfondire, con un occhio rivolto verso il passato per individuare le costanti e l’altro verso il futuro per ipotizzare gli sviluppi. Questa era la sua scelta, ed è stato fortunato perché è riuscito, rinunciando a tante cose che per altri possono essere vitali, a organizzare la sua vita e il suo lavoro seguendo soltanto la propria inclinazione e la propria volontà. Questa certezza, a noi che per anni e anni abbiamo diviso con lui sogni e lavoro, fa diventare meno dolorosa la sua prematura scomparsa.
I suoi interessi non si limitavano al mondo del cinema; amava la musica, soprattutto quella classica e la lirica, amava l’arte, la letteratura e viaggiare. All’interno del nostro magazine non si occupava soltanto di cinema ma la sua attività comprendeva anche la recensione di libri di narrativa e di mostre d’arte.
E’ stato uno dei fondatori dell’Associazione Culturale Clara Maffei e l’unico che ha continuato a lavorare senza interruzioni per il nostro sito, mantenendolo vivo nei periodi in cui alcuni di noi eravamo stati costretti a momentanei distacchi.
Non sarà facile colmare il vuoto che lascia nelle nostre vite e nelle pagine di Clara Maffei.   Ci mancherà la sua ironia, spesso rivolta contro se stesso, i suoi giochi di parole, le fulminee analogie con cui stabiliva collegamenti impensabili, divertenti e incisivi. Ci mancherà la sua intelligenza di cui mai si faceva fregio e, soprattutto, ci mancherà la sua umanità, il suo senso dell’amicizia, la solidarietà che si guardava bene dal far pesare e anche i suoi scatti di collera quando qualcosa non andava per il verso giusto e i suoi attacchi di pessimismo che per fortuna duravano poco.
Impossibile far entrare in poche righe la complessa personalità di un uomo difficile da dimenticare per chi lo ha conosciuto e non solo per quelli che, come noi, hanno vissuto in stretto contatto di lavoro e di amicizia, allora ci fermiamo qui.
A te José che amavi tanto viaggiare, ti auguriamo di fare buon viaggio e siamo convinti che visitando le nuove contrade, ovunque esse siano, troverai inediti spunti per altre tante sceneggiature che, in sogni, soffierai all’orecchio dei tuoi registi favoriti.
Non ti diciamo addio José, perché continueremo a trovarti nei tuoi scritti.

 

 

  José de Arcangelo, giornalista e critico cinematografico da più di 40 anni. Dal 1976 al 1994 è stato redattore e critico del quotidiano “Paese Sera”. In seguito ha lavorato presso l’agenzia giornalistica “Vespina” e collaborato con diversi giornali.
Nel 2007 ha fondato, insieme a un gruppo di amici, l’Associazione Culturale Clara Maffei e nello stesso anno è entrato a far parte della redazione del sito di Clara Maffei, occupandosi della sezione “Cinema”