Terzo giorno al Festival di Venezia sono passati Deneuve, Binoche e Johansson, Pitt e Almodovar

Dopo l’apertura di mercoledì con il primo film in concorso, “La verité” (che in Italia diventerà ‘le’ verità) del pluripremiato regista giapponese Hirokazu Kore-eda, già Palma d’Oro per “Un affare do famiglia”, con due star francesi del cinema internazionale – la diva Catherine Deneuve e Juliette Binoche -, ieri si è passati ”Ad Astra” di James Gray, con Brad Pitt (Liv Tyler, Tommy Lee Jones e Donald Sutherland), un ambizioso viaggio spaziale ed interiore (alla ricerca del padre) fra “Blade Runner” e “2001: Odissea nello spazio”, però è stato “Marriage Story” – prodotto da Netflix – ha conquistare critica e pubblico tanto che sembra fin d’ora il candidato più gettonato, anche se siamo ancora ai primi tre film in concorso.

“Marriage Story” è il ritratto intenso della fine di un matrimonio e di una famiglia scritto e diretto dal regista candidato all’Oscar Noah Baumbach). Il film è interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver (fascinoso anche sul Red Carpet). e Laura Dern, Alan Alda, Ray Liotta, Julie Hagerty, Merritt Wever e Azhy Robertson, con Wallace Shawn, Martha Kelly e Mark O’Brien.

Ma ieri è stata la giornata di Pedro Almodovar, Leone d’Oro alla carriera, emozionatissimo, a 31 anni della partecipazione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con l’ormai celeberrimo “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, che l’ha lanciato sul piano internazionale, e considera quello di ora “un premio a quel film, un atto di giustizia anche politica”.

Poi ha ricordato che l’allora “presidente della Giuria – del 1988 -, Sergio Leone, aveva detto che il mio film meritava di vincere ma i tempi non erano maturi per un premio a un film tanto alternativo”.

Questa sera invece, verrà presentato il primo film italiano in concorso, “Il Sindaco del Rione Sanità” di Mario Martone, versione contemporanea dell’omonima commedia teatrale di Eduardo.