“The Rider – Il sogno di un cowboy”

di José de Arcangelo

Arriva nei cinema italiani l’acclamata opera seconda della sceneggiatrice, regista e produttrice cinese Chloé Zhao, “The Rider – Il sogno di un cowboy”, un’originale docu-fiction – sceneggiata con Bert Hamelinck, Sacha Ben Harroche e Mollye Asher – che racconta una storia vera con i reali protagonisti, attori per l’occasione che rivivono la propria esistenza.

Dopo il debutto con “Songs My Brothers Taught Me” (2015), Chloé Zhao ha deciso di portare sul grande schermo le storie di un gruppo di cowboy Lakota, anzi di Brady Jandreau, membro della tribù Sioux Lower Brule, conosciuto durante le riprese del precedente film, che risiede attualmente a Pine Ridge.

Dopo un tragico incidente sul cavallo, il giovane cowboy Brady vede i suoi sogni sfumare: scopre che non potrà più gareggiare. Tornato a casa nella riserva indiana di Pine Ridge (Sud Dakota), Brady lotta per superare il trauma dell’incidente, tanto psicologicamente quanto fisicamente. Ma, nonostante il difficile momento, il giovane non può pensare solo a se stesso, dato che deve badare alla sorella Lilly, affetta dalla sindrome di Asperger e non può contare sul padre Wayne, dipendente dal gioco d’azzardo al punto di vendere il cavallo preferito da Brady per saldare i suoi debiti.

Frustrato e oppresso dal senso di inadeguatezza, Brady si allontana dal mondo e dagli amici del rodeo e inizia a spendere la maggior parte del suo tempo con l’amico Lane (Scott), anch’egli in riabilitazione intensiva dopo un incidente. La lontananza dai cavalli diventa insopportabile e Brady riprende ad allenarsi, ma a quel punto dovrà prendere una decisione: dedicarsi alla guarigione con l’aiuto di familiari e amici, o rischiare tutto per mantenere l’unico senso di sé che abbia mai conosciuto.

Un documentario – coinvolgente e commovente – che diventa film in tutto e per tutto, grazie a un racconto costruito attraverso situazioni e personaggi realistici, senza eccessi né commenti fuori campo ed evitando ogni sorta di retorica. Un ritratto psicologico che la regista dipinge con il grande aiuto del sorprendente protagonista, una vera rivelazione che speriamo di vedere ancora sul grande schermo, magari nel ruolo di qualcun altro.

Nel 2017 è stato presentato al Festival di Cannes (Director’ Fortnight, Best Picture), al Telluride FF, al Toronto International FF e al New York FF. Nel 2018 al Sundance Film Festival.

Nelle sale italiane dal 29 agosto 2019 distribuito da Wanted Cinema

 

HANNO DETTO

“Indimenticabile” (Variety)

“Affascinante” (Financial Time)

“Magnifico” (Time Out)

Miglior Film dell’Anno (National Society of Film Critics)