“Submergence”

di José de Arcangelo

Wim Wenders firma un particolare mélo tratto dal romanzo di J.M. Ledgard, sceneggiato da Erin Digman: “Submergence”, una storia d’amore che ci trasporta in mondi estremamente diversi tra loro come le vite dei due protagonisti. Un dramma enigmatico che racconta di due mondi diversi che s’incontrano in un posto sperduto della Normandia, un paesaggio dal fascino tanto misterioso quanto surreale.

Danielle Flinders (l’attrice premio Oscar Alicia Vikander) e James More (James McAvoy) si incontrano casualmente in un hotel in Normandia quando entrambi sono in procinto di affrontare una missione pericolosa. I due si innamorano quasi contro la loro volontà e capiscono subito di essere di fronte all’amore della loro vita. Al momento della separazione, si scopre che James lavora per i servizi segreti britannici ed è coinvolto in una missione in Somalia con l’obiettivo di rintracciare una base di attentatori suicidi infiltrati in Europa.

Danielle “Danny” Flinders è una biomatematica impegnata in un programma di immersioni profonde (nell’oscuro fondo dell’oceano) il cui scopo è trovare conferme alla sua teoria sull’origine della vita sulla Terra. Presto si ritrovano catapultati in mondi lontani anni luce. James viene preso in ostaggio dai combattenti jihadisti e non può mettersi in contatto con Danny, lei sta per immergersi sul fondo dell’oceano senza sapere se James è ancora vivo…

“Ero molto interessato alla nostra mancanza di prospettiva del pianeta su cui viviamo – dichiara Ledgard, giornalista e autore del libro -. È molto più grande e complicato di quanto pensiamo. Allo stesso tempo è anche molto più duro e difficile. Sono sempre stato ossessionato dagli oceani e dall’idea che ci sia decisamente più vita in mare che in superficie, basti pensare ai microbi, batteri, virus e alghe che vivono a grandi profondità: sono forme di vita che, in numero, superano qualsiasi altra forma presente sulla Terra. Sono più antiche, più resistenti e più forti. Qualunque cosa accada agli esseri umani, loro continueranno ad esistere. Naturalmente ora sappiamo che la nostra evoluzione ha avuto origine dal fondo degli oceani; è tra queste profondità che è iniziata la vita”.

“Nella sceneggiatura – afferma Wenders -, i due personaggi sembrano ancora più reali. James More, ‘l’ingegnere idraulico’ mi ha davvero colpito e anche la giovane professoressa Danny Flinders ha suscitato il mio interesse. Ho pensato che fosse proprio la loro reciproca scoperta di essere l’uno l’amore della vita dell’altro e allo stesso tempo il loro impegno in cause così diverse a renderli squisitamente attuali”.

Quindi ci troviamo di fronte ad un dramma esistenziale, diviso fra ecologia e guerre, amore e terrorismo, a tratti romantico a tratti riflessivo, sicuramente suggestivo, ma dalla struttura teatrale, nonostante le diverse location, e dalle grigie atmosfere, che poggia quasi tutto sul lavoro dei due protagonisti. Un’opera da amare o da odiare senza via di mezzo – come spesso accade col regista tedesco Wenders -, anche quando lascia una (amara) via di uscita alla speranza.

Nelle sale italiane dal 22 agosto 2019 distribuito da Movies Inspired