La 76.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia offrirà un inedito mix di film non solo d’autore

di José de Arcangelo

La 76.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2019 si terrà dal 28 agosto al 7 settembre 2019, come ogni anno al Lido. Il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera hanno svelato ieri a Roma i film del Festival, e non solo quelli del Concorso ufficiale ma anche della sezione Orizzonti, riservata alle nuove scoperte e non solo. Film di apertura della Mostra è “La vérité” (The Truth) del già Palma d’oro Kore-eda Hirokazu, con Catherine Deneuve, Juliette Binoche ed Ethan Hawke, mentre quello di chiusura è il thriller “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi con Claes Bang, Elizabeth Debicki, il veterano Donald Sutherland (da “M.A.S.H” a “Novecento”) e il mitico Mick Jagger.

Presidente di giuria la regista argentina Lucrecia Martel (da “La ciénaga” a “La donna senza testa”), mentre due Leoni d’Oro alla carriera verranno assegnati al regista spagnolo Pedro Almodóvar, il cui ultimo film “Dolor y gloria” è stato apprezzato l’anno scorso da critica e pubblico al Festival di Cannes e poi anche al botteghino, e all’attrice inglese, adottata da Hollywood oltre cinquant’anni fa, Julie Andrews, che tutti ricordano per le sue interpretazioni nei premi Oscar “Tutti insieme appassionatamente” (The Sound of Music) e soprattutto per “Mary Poppins”, personaggio che l’aveva un po’ chiusa in un cliché da cui poi, il marito regista e maestro della commedia, Blake Edwards ha cercato di liberarla in “S.O.B”.

Nel programma molti film attesi per la prossima stagione, già preannunciati alla vigilia in un mix di cinema tout court e d’autore, star e, perché no?, sperimentazione. Il più chiacchierato è “Joker” di Todd Philips, con Joaquin Phoenix e Robert De Niro, che in un confronto con il programma del Festival di Toronto aveva già rivelato essere in in anteprima mondiale a Venezia. La vera sorpresa però è trovarlo in concorso, ma Barbera lo ha presentato come “un’opera tutta da scoprire, che si rivelerà essere molto più di un semplice cinecomics”. Infatti per Todd Philips è la prima volta nel ‘genere’, ma aveva debuttato quasi trent’anni fa nel documentario per affermarsi definitivamente nella commedia (con la trilogia “Una notte da leoni”). L’altra conferma è quella di “Ad Astra”, l’attesissimo film fantascientifico di James Gray con il divo Brad Pitt.

Ricchissimo anche il menu del concorso per i cinefili, soddisfatti per la raffinata tripletta francese: Olivier Assayas (“Wasp Network”), Robert Guédiguian (“Gloria Mundi”) e soprattutto per il ritorno del maestro polacco Roman Polanski, che presenta un film controverso sul caso Dreyfuss e dalla difficile lavorazione: “J’accuse”, costato 26 milioni di dollari. Gli italiani in gara sono quattro e confermano le (solite) polemiche dei giorni scorsi: l’ormai immancabile Mario Martone propone una rivisitazione contemporanea della commedia di Eduardo “Il sindaco del rione Sanità”, Franco Maresco offre “La mafia non è più quella di una volta”, mentre Pietro Marcello  con una nuova versione del “Martin Eden”, con  Luca Marinelli e Ciro Guerra con “Waiting for the Barbarians”. Ma ci sono anche “Guest of Honor” del canadese Atom Egoyan e il cileno Pablo Larrain che ritorna con “Ema”.

Poche, anzi solo due (+ una italiana in Orizzonti e altra fuori concorso) le registe in corsa per il Leone d’oro: Haifaa Al-Mansour con “The Perfect Candidate” e l’esordiente australiana Shannon Murphy con “Babyteeth”. Comunque, la condizione della donna contemporanea, la realtà della storia recente e passata sono una sorta di filo rosso che attraversa i titoli del concorso. Per quanto riguarda i servizi in streaming e i nuovi produttori, è Neflix ad essere privilegiata al Lido, quest’anno addirittura con tre film: “Marriage Story” di Noah Baumbach, “The Laundromat” di Steven Soderbergh (in concorso) e “The King” di David Michôd, nel cast Timothée Chalamet (in Orizzonti), mentre la new entry Amazon debutta nella selezione ufficiale e in gara. Infatti, a differenza di Cannes, Venezia continua a mantenere un ottimo rapporto con i nuovi (e sempre più numerosi) studios channel che ormai hanno conquistato (monopolizzato?) la rete, non solo. E sono potenti quanto le tradizionali major perché producono in tutto il mondo.

Ma Fuori concorso ci saranno “Adults in the room” di Costa Gavras, “Vivere” di Francesca Archibugi, “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores con Claudio Santamaria, Valeria Golino e Diego Abatantuono, e il documentario “Il pianeta in mare” di Andrea Segre.

Ricca e variegata, come di consueto, anche la selezione fuori concorso e nella sezione collaterale Orizzonti. Sul fronte ‘televisivo’ italiano c’è grande attesa per le anteprime delle serie “Zerozerozero” del già affermatissimo (anche negli Usa) figlio d’arte Stefano Sollima (da un’idea di Roberto Saviano) e “The New Pope” di Paolo Sorrentino, dopo il successo di “The Young Pope”. Già oggetto di hype anche il documentario su Chiara Ferragni “Unposted”, che probabilmente la porterà sul tappeto rosso.

Ecco i titoli in gara della selezione ufficiale:

“La vérité” di Hirokazu Kore-eda

“The Perfect Candidate” di Haifaa Al-Mansour

“About Endlessness” di Roy Andersson

“Marriage Story” di Noah Baumbach

“Wasp Network” di Olivier Assayas

“Guest of Honor” di Atom Egoyan

“Ad Astra” di James Gray

“A Herdade” di Tiago Guedes

“Gloria Mundi” di Robert Guédiguian

“Waiting for the Barbarians” di Ciro Guerra

“Ema” di Pablo Larraín

“Saturday Fiction” di Lou Ye

“Martin Eden” di Pietro Marcello

“La mafia non è più quella di una volta” di Franco Maresco

“The Painted Bird” (Nabarvené ptáče) di Václav Marhoul

“Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone

“Babyteeth” di Shannon Murphy (opera prima)

“Joker” di Todd Phillips

“J’accuse” di Roman Polanski

“The Laundromat” di Steven Soderbergh

“No.7 Cherry Lane” di Yonfan

Le opere della sezione Orizzonti

“Zumiriki” di OskerAlegria

“Blanco en Blanco” (t.l. Bianco su Bianco) di Théo Court

“Mes Jours de Glorie” di Antoine de Bary

“Pellican Blood” di Katrin Gebe

“Un Fils” di Mehdi M Barsaoui

“Nevia” di Nunzia De Stefano

“Moffie” di Olivier Hermanus

“Hava, Maryam, Ayesha” di Sahraa Karimi

“Rialto” di Peter Mackie Burns

“Borotmokmedi” di Dmitry Mamuliya

“Revenir” di Jessica Palud

“Giants Being Lonely” di Grear Patterson

“Verdict” di Raymund Ribay Gutierrez

“Qiqiu” di Pema Tseden

“Metru Shesho Nim (Just 6.5)” di Saeed Roustaee

“Chola Sasidharan” di Sanal Kumar

“Sole” di Carlo Sironi

“Atlantis” di Valentyn Vasyanovych0

“Madre” di Rodrigo Sorogoyen