“Edison – L’uomo che illuminò il mondo”

di José de Arcangelo

Arriva con due anni di ritardo (travolto dal caso Weinstein, il produttore qui non accreditato) sugli schermi italiani “Edison – L’uomo che illuminò il mondo” di Alfonso Gomez-Rejon, texano, naturalmente di lontane origini, messicane (premiato al Sundance Film Festival per “Quel fantastico peggior giorno della mia vita”, del 2015), e anche se non si tratta proprio di un vero biopic, si avvale di un cast d’eccezione. La storia è quella dell’epica e spietata competizione tra i due più grandi inventori dell’era industriale per stabilire quale dei due sistemi elettrici (infatti il titolo originale allude a “La guerra della corrente”, elettrica ovviamente) avrebbe dominato il ventesimo secolo.

Appoggiato da J.P. Morgan, Thomas Alva Edison (Benedict Cumberbatch) abbaglia il mondo illuminando Manhattan, ma George Westinghouse (Michael Shannon), aiutato da Nikola Tesla (Nicholas Hoult), riuscì ad individuare alcuni pesanti difetti nel sistema a corrente continua di Edison. Scatenando una vera e propria “guerra della corrente”, Westinghouse e Tesla puntano tutto sul sistema a corrente alternata, una scelta tanto rischiosa quanto pericolosa. Inoltre, avevano ‘scippato’ al collega l’idea delle lampadine più durature, così come poi accadde con l’invenzione del cinema (quasi contemporaneamente coi fratelli Lumière) che viene qui solo accennata.

 

Ma la struttura del dramma storico e della sceneggiatura di Michael Mitnick sono un po’ farraginose e, a tratti, didascaliche mentre l’ambientazione, come di consueto in questo genere di film, è ineccepibile, merito di scenografi (Stephen Bream e David Doran, Lucy Eire) e costumista (Michael Wilkinson). Controproducente in un film che parla della luce, è una fotografia (di Chung-hoon Chung) piuttosto buia, spesso notturna, forse per ricordare allo spettatore che fino ad allora l’elettricità era ancora un mito da raggiungere.

Peccato perché il contenuto (la vera storia per la prima volta sullo schermo) è davvero interessante perché si tratta di un’invenzione che ha cambiato la società del XIX secolo segnando un cambiamento irrepetibile nella società e nel mondo, spingendo l’industria e l’uomo verso un futuro ‘luminoso’. E il primo passo verso le nuove tecnologie odierne che senza ‘corrente’ potrebbero fermare il mondo. Inoltre, il cast è la cosa migliore del film, anche se Cumberbatch è ormai incasellato nel ruolo dello scienziato (folle o quasi da “The Imitation Game”, nomination all’Oscar, a “Dr. Strange”), e lo assecondano oltre il sempre sorprendente Shannon (2 nomination all’Oscar come non protagonista per “Revolutionary Road” e “Animali notturni”), Katherine Waterston (Marguerite Westinghouse), il giovane ‘Spider-Man’ Tom Holland (Samuel Insull), Matthew Macfadyen (J.P. Morgan), Sophia Ally (Dotty Edison), Woody Norman (Dash Edison) e Tuppence Middleton (Mary Edison).

Nelle sale italiane dal 18 luglio 2019 presentato da 01 Distribution