Un altro addio, per lo scrittore, filosofo, attore e regista Luciano De Crescenzo

Un altro grande della cultura e dello spettacolo ci ha lasciati, Luciano De Crescenzo, scrittore, attore, regista e conduttore televisivo, è morto ieri, 18 luglio 2019 (90 anni) a Roma.  Nato a Napoli il 20 agosto 1928, è stato un popolare scrittore filosofo che ha portato  alla gente comune un riuscito mix di “cultura e allegria” – come ha dichiarato oggi Renzo Arbore – che l’aveva fatto debuttare sul piccolo schermo in “Quelli della notte”, la trasmissione cult che ha lanciato tanti attori, musicisti, scrittori e registi di talento. Infatti, dopo i suoi libri sui miti e sulla filosofia greca, De Crescenzo era approdato al cinema come attore, sceneggiatore e regista con “Così parlò Bellavista” (1984) seguito da “Il Mistero Bellavista” (Oi Dialogoi,1985), “32 dicembre” (1988) e, infine, “Croce e delizia” (1995). Le sue erano commedie piene di sana ironia e di efficace divertimento, anche quando i riferimenti erano sempre alti e profondi. Ma forse per questo era stato sottovalutato da una parte degli intellettuali e dei colleghi.

Prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica (tra le decine dei suoi libri “Storia della Filosofia Greca”, “Socrate”, “Ordine e disordine” e “Panta Rei”, tutti pubblicati da Mondadori) e allo spettacolo, era stato ingegnere, professione che abbandonò per dedicarsi interamente alla scrittura, passando poi alla televisione e al cinema. E’ stato anche sceneggiatore e attore per i film di Sergio Corbucci “La mazzetta” (1978) e di Arbore “Il Pap’occhio” (1980). E’ autore della serie d’animazione “Ulisse: il mio nome è Nessuno” (2010). In televisione aveva condotto negli anni Novanta “Zeus, le gesta degli dei e degli eroi”. Da alcuni giorni era ricoverato in ospedale.

“Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli – ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine”.