“Carmen & Lola”

di José de Arcangelo

“Carmen & Lola” è il sorprendente lungometraggio d’esordio – sceneggiato e diretto – della regista spagnola Arantxa Echeverria, presentato e acclamato da critica e pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2018, e poi vincitore di due Premi Goya per la Miglior Opera Prima e per la Miglior attrice non protagonista (Carolina Yuste nel ruolo di Paqui,  l‘amica emancipata).

La pellicola narra in modo originale e coinvolgente la delicata storia d’amore e di liberazione di due giovani donne alle prese con tradizioni e convenzioni sociali dure a morire. Carmen (Rosy Rodriguez), una ragazza che appartiene a una comunità/ghetto di gitani nella periferia di Madrid è destinata a riprodurre uno schema che si ripete di generazione in generazione, condannata a fare al massimo ‘la parrucchiera’, e quindi a sposarsi presto e crescere il maggior numero di bambini possibile. Un giorno incontra Lola (Zaira Romero), gitana come lei che, al contrario delle coetanee, è riuscita a studiare (sostenuta dalla madre e osteggiata dal padre, ai quali aiuta al mercato), ma per nulla rassegnata a quel tragico destino di sottomissione.

La loro amicizia diventa sempre più forte fino a diventare qualcosa di più e che va al di là delle ottuse tradizioni – fra convenzioni e pregiudizi -,  e soprattutto della mancanza di libertà che da secoli accomuna tutte le donne, appartenenti a ogni cultura, anche se in questo caso non è molto evoluta o cambiata nei secoli.

Un dramma fresco e delicato che affronta con disarmante naturalezza un argomento serio, senza eccessi né retorica, che emoziona e commuove, evitando luoghi comuni e stereotipi, anche grazie a due giovani attrici in stato di grazia. E soprattutto ambientato in un luogo  vero e reale (luminosa e aderente la fotografia di Pilar Sanchez Dìaz, però tutta l’ottima troupe è femminile) che accentua contraddizioni e comportamenti sociali di scottante attualità. Infatti, anche i gitani, come la maggior parte delle comunità di ogni etnia al mondo, considera ancora l’omosessualità come un peccato, una malattia, una deviazione o addirittura – come fanno i genitori delle ragazze – una possessione, tanto da pensare di rivolgersi a guaritori ed esorcisti.

In anteprima all’ultima edizione del Festival del Cinema Spagnolo di Roma e premiato anche ai Festival di Guadalajara e Palm Springs, “Carmen & Lola” ha vinto l’ultima edizione del Lovers Film Festival (la rassegna cinematografica torinese dedicata ai temi Lgbtqi) nella categoria lungometraggi.

“La cosa più importante per me – scrive la regista che si è spirata ai fratelli Dardenne e Jacques Audiard – era mantenere il giusto distacco che mi consentisse di raccontare la cultura gitana senza nessun giudizio intrinseco. Alla fino non si arriva ad una reale condanna di nessun personaggio, l’atteggiamento è sempre stato di grande rispetto da parte mia. Il distacco, però, mi ha aiutato anche nella costruzione narrativa della storia, consentendomi di creare la giusta intensità drammatica attraverso dei semplici gesti, di restituire il profondo senso di esclusione tramite dei semplici oggetti”.

Nel cast anche Moreno Borja (Paco), Rafaela Leon (Flor), Juan José Jiménez (Rafa), Lucas Heredia (Miguel), Jacqueline Jiménez (Mari) e Carolina Africa Martin (Pastora).

Nelle sale italiane dal 27 giugno 2019 distribuito da Exit Med!a