Un appassionante viaggio nel mondo dei suoni con i 34 concerti romani della IUC

  La stagione 2019-2020 sarà la numero 75 dell’Istituzione Universitaria dei Concerti: un traguardo importante, contrassegnato da un cartellone ricco di artisti internazionali e proposte che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla contemporanea a generi trasversali. Scelte culturali ad ampio raggio e senza confini, sempre nel segno della più alta qualità artistica, che da tre quarti di secolo rendono la IUC una realtà pressoché unica nel panorama delle istituzioni musicali europee.
Come di consueto, sono due gli appuntamenti inaugurali che riflettono il duplice percorso in cui si articola la stagione: quella del martedì sera e quella del sabato pomeriggio.
L’inaugurazione della stagione serale, martedì 15 ottobre, è dedicata alla grande polifonia profana italiana tra Cinque e Seicento, con l’esecuzione integrale del Terzo Libro dei Madrigali di Carlo Gesualdo da Venosa (preceduto da una selezione del Primo e del Secondo Libro), affidata al prestigioso gruppo vocale francese Les Arts Florissants diretto da Paul Agnew, che quest’anno celebra i 40 anni di attività, nell’ambito di un progetto europeo finalizzato all’esecuzione integrale dei madrigali di Gesualdo.
Gesualdo è uno dei compositori più singolari della storia della musica, e non soltanto per il clamoroso assassinio di sua moglie Maria d’Avalos e del suo amante nel 1590. La sua musica è talmente originale ed audace nell’uso di sorprendenti dissonanze da risultare oggi modernissimo e non è un caso che la sua figura abbia ispirato musicisti non solo classici ma anche pop e jazz (da Igor Stravinskij a Franco Battiato) e registi come Werner Herzog.
Di pari impegno l’inaugurazione della stagione pomeridiana, sabato 19 ottobre, con l’integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, sei capolavori della musica strumentale barocca proposti dall’Orchestra Barocca Zefiro diretta da Alfredo Bernardini, presentati nell’ambito di una tournée internazionale. Il loro nutrito parterre di riconoscimenti discografici (Grand Prix du Disque, Premio Nazionale Classic Voice, Editor’s Choice di Gramophone, Choc du Monde de la Musique) si è recentemente arricchito di un Diapason d’Or attribuito dalla rivista francese Diapason proprio per l’incisione dei Brandeburghesi.

Tra Rinascimento e Barocco
Alla musica rinascimentale e barocca, così ricca di scoperte per l’ascoltatore, sono dedicati altri quattro concerti. Les Arts Florissants e Paul Agnew tornano il 15 febbraio, per proseguire il viaggio nella musica di Gesualdo: questa volta è in programma il Quarto Libro de’ Madrigali. Alla musica polifonica sacra del Cinquecento, e in particolare ai grandi maestri che prestarono servizio alla Cappella Sistina, è dedicato il concerto del 16 novembre con The Tallis Scholars diretti da Peter Phillips: questo gruppo, che ha pochissimi rivali nel campo della polifonia rinascimentale, propone inoltre due prime esecuzione a Roma dei contemporanei Alexander Campkin e Justine Rapaccioli. Il 18 febbraio Jordi Savall, padre nobile della moderna riscoperta della musica antica, invita a un viaggio nell’Europa musicale del Rinascimento e del Barocco, con musiche spagnole, inglesi, portoghesi, italiane, tedesche e francesi. Insieme a lui suonano due altri “big” di questo repertorio: Rolf Lislevand (vihuela e chitarra) e Andrew Lawrence-King (arpa doppia).
Il mezzosoprano Vivica Genaux, che proprio in questi giorni partecipa a un concerto di gala al Festival di Pentecoste di Salisburgo insieme ad altre star del canto barocco, sarà protagonista il 21 marzo insieme al Concerto de’ Cavalieri diretto da Marcello Di Lisa: si cimenterà in famose arie dell’opera seria barocca, alcune delle quali scritte per Farinelli, il mitico cantante castrato che è considerato il punto più alto mai raggiunto dal virtuosismo vocale. Il violinista Robert McDuffie e l’Ensemble laBarocca (emanazione dell’Orchestra Verdi di Milano) sotto la direzione di Ruben Jais propongono le Quattro Stagioni di Vivaldi, accostate ad un’opera che ne costituisce il pendant moderno: il Concerto per violino n. 2 “The American Four Seasons”, composto da Philip Glass proprio per McDuffie ed ora eseguito per la prima volta a Roma nella versione originale con orchestra (3 dicembre).

Celebri solisti e giovani talenti
Nell’ampio parterre dei solisti, spiccano i pianisti Giuseppe Albanese, Roberto Prosseda, Jonathan Biss, Benedetto Lupo, Fazil Say, Claire Huangci, Pietro De Maria; i violinisti Domenico Nordio, Francesca Dego, Stefan Milenkovich, Robert McDuffie, Gabriele Pieranunzi, Massimo Quarta; il chitarrista Manuel Barrueco; i clarinettisti Martin Fröst, Alessandro Carbonare, Tommaso Lonquich; i violoncellisti Nicholas Altstaedt ed Erica Piccotti.
Nel suo recital del 26 ottobre Giuseppe Albanese esegue alcuni capolavori pianistici dell’Ottocento (Beethoven e Schumann) e del Novecento (Stravinskij, Debussy, Ravel), da lui recentemente incisi in due cd per l’etichetta discografica più prestigiosa in ambito classico, Deutsche Grammophon. Roberto Prosseda è protagonista di un miniciclo intitolato Dentro le note. Nella prima puntata (29 ottobre) si concentra su Mozart, di cui ha appena inciso tutte le Sonate per Decca, dandone un’interpretazione molto radicale, che rompe con una certa tradizione interpretativa basata sulla morbidezza di fraseggio e sulla ricerca di un bel suono fine a se stesso. La seconda puntata è dedicata a Chopin (10 marzo). Alla stessa generazione di quarantenni che hanno conquistato una solida posizione al vertice del concertismo internazionale appartiene l’americano Jonathan Biss, che suona regolarmente con le principali orchestre d’America e d’Europa. Il progetto cui sta lavorando in questi anni è l’incisione completa delle Sonate di Beethoven e ne darà un saggio nel suo concerto del 3 marzo, che segna anche il suo debutto romano. Benedetto Lupo ha qualche anno di più ed è un maestro alla cui scuola si sono formati alcuni dei più affermati pianisti della giovane generazione: il suo è un programma raffinato, che tra due “capolavori segreti” del Novecento, composti da Skrjabin e Janáček, racchiude un omaggio a Nino Rota nel quarantennale della scomparsa con la rara esecuzione dei suoi Preludi per pianoforte (28 marzo). Debutta a Roma un nuovo talento, l’americana Claire Huangci, vincitrice nel 2018 del concorso intitolato all’illustre pianista Géza Anda, che si svolge ogni tre anni a Zurigo. Un pianista dalla forte personalità come Fazil Say non condivide volentieri il palcoscenico con altri musicisti, se non quando scatta un’intesa speciale, come nel caso del violoncellista Nicolas Altstaedt, suo partner nel concerto del 23 novembre. Uno straordinario giovanissimo talento del violoncello è la romana Erica Piccotti, che ha avviato una carriera già ricca di soddisfazioni: suonerà il 29 febbraio in duo col pianista Itamar Golan, con cui ha inciso a soli diciannove anni il suo primo cd per Warner Classics.
Ben rappresentato anche il violino. Il primo in ordine cronologico a salire sul palco dell’Aula Magna, il 9 novembre, è Domenico Nordio, ottimo rappresentante della scuola violinistica italiana, che in duo con Mikhail Lindsky eseguirà, tra l’altro, l’ultima delle dieci Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Poi una violinista tra le migliori della giovane generazione a livello mondiale, Francesca Dego, che nel suo recital con Francesca Leonardi spazia da Beethoven a Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore italiano costretto all’esilio a causa delle leggi razziali fasciste, che ora lei sta riproponendo all’attenzione del pubblico internazionale (1 febbraio). Si potranno ascoltare anche altri due dei migliori violinisti italiani, Gabriele Pieranunzi e Massimo Quarta, all’interno di gruppi cameristici piccoli per le dimensioni ma grandi per la qualità: ne diremo tra poco. Uscendo dai confini italiani ecco, oltre al già menzionato Robert McDuffie, il serbo Stefan Milenkovich, ex enfant prodige e ora, a quarantadue anni, musicista maturo che alterna l’archetto del violino alla bacchetta del direttore d’orchestra: il 22 febbraio si presenta in entrambe queste vesti, suonando il violino e dirigendo l’Orchestra Filarmonica Marchigiana in un accattivante percorso che da Bach arriva a Freddie Mercury, passando per un capolavoro come il Concerto per violino di Mendelssohn.
Amatissimo dal pubblico, Manuel Barrueco è probabilmente il più acclamato chitarrista dei nostri giorni: il 28 gennaio suona Vivaldi e il Concerto per chitarra, bandoneon e archi di Piazzolla, insieme al bandoneonista Cesare Chiacchiaretta e a I Solisti Aquilani.
È molto atteso il concerto dello svedese Martin Fröst, star internazionale del clarinetto, che si muove disinvoltamente tra vari generi musicali: il 18 aprile alterna Sonate classiche a Danze popolari ungheresi, rumene e danesi, rielaborate da compositori come Brahms e Bartók e da Fröst stesso.

Quartetti e altri gruppi da camera
Tommaso Lonquich, un altro clarinettista, tra i più brillanti della sua generazione, ha riunito intorno a sé un gruppo strumentale di grande fascino, formato da fuoriclasse come Anneleen Lenaerts, prima arpa dei Wiener Philharmoniker, la flautista Irena Kavćić e il Quatuor Zaïde (4 aprile). Il violinista Gabriele Pieranunzi, la pianista Jin Ju e i Philharmonia Chamber Players (membri della Philharmonia Orchestra di Londra) sono altri magnifici musicisti che hanno deciso d’incontrarsi per formare un gruppo da camera eccezionale sia per la qualità dei singoli che per la rarità dell’organico (30 novembre). Applicando la fortunata formula dell’“incontro tra solisti”, tre dei migliori strumentisti italiani – il violinista Massimo Quarta, il violoncellista Enrico Dindo e il pianista Pietro De Maria – si riuniscono per un concerto dedicato a Brahms, il 31 marzo. Fondato nel 2014 da due membri del leggendario Quartetto di Tokyo e dal noto pianista americano Jon Kimura Parker, il Montrose Trio si è rapidamente affermato come “uno dei principali trii al mondo” (Washington Post) e farà il suo debutto romano il 14 marzo.
Il quartetto d’archi è l’emblema stesso della musica da camera e la IUC gli dedica tutto lo spazio che gli è dovuto. Il 19 novembre torna a Roma dopo dieci anni di assenza il Emerson String Quartet, che rappresenta la cultura universitaria americana nel suo aspetto più aristocratico, fatto di perfezione tecnica e profondità di pensiero.
Il Quartetto di Cremona, che ha ereditato dal Quartetto Italiano l’eccellenza italiana in questo campo, conclude il 14 dicembre e il 17 marzo il suo ciclo iniziato nel 2018 e dedicato a Mozart, con l’intervento di Alessandro Carbonare, un clarinettista che il mondo ci invidia, che partecipa all’esecuzione del Quintetto K 581.

La musica contemporanea
Nel campo della musica moderna e contemporanea spiccano due “progetti speciali” di particolare rilievo. Uno è l’esecuzione di Hyperion di Bruno Maderna, nel centenario della nascita del compositore. Marcello Panni, che ha partecipato personalmente a quel periodo dell’avanguardia musicale, è uno dei pochi a poter restituire in modo attendibile questa musica. Sarà lui a dirigerla il 4 febbraio, con il flautista Gianni Trovalusci, l’oboista Christian Schmitt, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, le percussioni di Ars Ludi e le voci di Ready-Made Ensemble. Come voce recitante si avrà l’emozione di riascoltare Carmelo Bene, grazie a un’inedita registrazione messa a disposizione da Rai Com, relativa a un’esecuzione con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano diretta dallo stesso Panni nel 1981.
L’altro importante progetto contemporaneo è la prima esecuzione a Roma di Stringeranno nei pugni una cometa, il Requiem laico di Silvia Colasanti su testi poetici di Mariangela Gualtieri e testi liturgici latini, scritto come canto di congedo ai morti del terremoto del 2016 e come esortazione ai vivi. Mariangela Gualtieri stessa leggerà i suoi versi, Monica Bacelli sarà la solista di canto, Massimiliano Pitocco suonerà il bandoneon. In scena l’International Opera Choir e l’Orchestra del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento guidata da un direttore di rango come Oleg Caetani che è salito sul podio dei più prestigiosi teatri, dalla Scala di Milano al Mariinsky di San Pietroburgo e alla Royal Opera House di Londra.
Inoltre prime esecuzioni a Roma di Philip Glass, Fazil Say, Alexander Campkin e Justine Rapaccioli.

Jazz, pop & Bach
Spazio anche al jazz con l’unica tappa a Roma del tour mondiale con cui il trombettista Enrico Rava celebra i suoi ottant’anni, insieme ai musicisti italiani del sestetto Enrico Rava Special Edition (Giovanni Guidi al pianoforte, Gianluca Petrella al trombone, Francesco Diodati alla chitarra, Enrico Morello alla batteria e Gabriele Evangelista al basso).
Con Noa si supera ogni confine tra i vari generi musicali. È una delle voci internazionali più emozionanti di oggi, un’artista unica, capace di cambiare ed evolversi in ogni progetto, mantenendo sempre il suo tratto distintivo elegante e raffinato.
Il 25 febbraio riporta a Roma il suo ultimo progetto, Letters to Bach, in cui riprende dodici brani di Johann Sebastian Bach, a cui aggiunge testi scritti da lei in inglese ed ebraico: queste parole e questa musica sono capaci di parlare al cuore delle persone, di emozionarle, di creare punti di contatto tra loro. Con gli arrangiamenti per chitarra di Gil Dor, da anni suo collaboratore.

Danza e Noir
Per la prima volta si vedrà all’Aula Magna uno spettacolo di danza: Arcaico, azioni coreografiche per cinque danzatori, pianoforte, percussioni e canto, uno spettacolo che rievoca mondi arcaici e lontani e dona allo spettatore suggestioni intrise di atmosfere esotiche. È la prima esecuzione a Roma di questa produzione del Balletto di Roma, con le coreografie di Davide Bombana, vero e proprio ambasciatore della danza italiana nel mondo (ha firmato ben tre edizioni del Concerto di Capodanno di Vienna), con le musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Katia Pesti e la voce di Gabin Dabirè, cantante e polistrumentista burkinabè.
Arcaico sarà rappresentato il 21 gennaio e quattro giorni dopo, il 25, sarà la volta di un altro spettacolo molto speciale: Noir – LaPauraSiFaSentire, un concerto-spettacolo ideato da quel musicista, sempre giovane ad ottant’anni “suonati”, che risponde al nome di Antonio Ballista. Il titolo è un invito a sperimentare il lato oscuro della musica, che parla di leggende misteriose, di avvenimenti paurosi, di orride streghe e di tremende tempeste. Paura ma anche e soprattutto ironia. Ballista al pianoforte e il soprano Lorna Windsor (ci sarà anche un cameo con la voce registrata di Paolo Poli) eseguono in un calcolato disordine Verdi e Crumb, Adams e Gounod e un’altra dozzina di compositori. E quale finale più adatto di Thriller di Michael Jackson? Entra in gioco anche l’immaginario visivo, di cui si occupa Gian Luca Massiotta. In occasione di questo concerto, presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza sarà inaugurata la mostra Atmosfere sospese, con opere grafiche di Antonio Ballista: un modo per scoprire un altro lato creativo dell’imprevedibile pianista milanese (25 gennaio).

Musica Pourparler
Ogni anno la IUC realizza molti concerti nelle scuole di Roma, ma porta anche moltissimi studenti delle scuole di Roma all’Aula Magna per la serie Musica PourParler: incontri con musicisti, spesso gli stessi che partecipano alla stagione in abbonamento, che non si limitano a suonare ma dialogano con gli studenti, parlando di sé stessi e del loro rapporto con la musica, introducendo all’ascolto dei brani che eseguono e soprattutto rispondendo alle domande del giovane pubblico, talmente numeroso che spesso i quasi mille posti dell’Aula Magna non sono sufficienti. Quest’anno sono quattro gli appuntamenti, con interpreti che hanno un particolare talento per la divulgazione musicale e un feeling speciale con i giovani: il 30 ottobre e l’11 marzo il pianista Roberto Prosseda (“In chat con Beethoven” e “Videochiamata con Beethoven”), il 3 dicembre il violinista Robert McDuffie e l’Ensemble laBarocca diretto da Ruben Jais (“Le Quattro Stagioni”) e l’11 febbraio il chitarrista Gian Marco Ciampa con l’Orchestra Giovanile di Roma diretta da Vincenzo Di Benedetto (“L’Italia attraverso i secoli: da Vivaldi al Novecento”)

Altri progetti e collaborazioni
La IUC estende la sua attività anche al di fuori della sua sede storica dell’Aula Magna con progetti rodati come Note in Biblioteca in collaborazione con il Sistema Biblioteche di Roma e Accademia Musicale Chigiana di Siena, concerti nelle chiese e in altri luoghi, portando la musica ad un pubblico più ampio di quello che frequenta abitualmente le sale da concerto.
Novità della prossima stagione è Musica a Teatro: quattro matinée e un concerto serale al Piccolo Eliseo, in collaborazione con il Teatro Eliseo, inaugurati il 26 gennaio dallo spettacolo in prima assoluta La pianessa – Omaggio ad Alberto Savinio con Lucia Poli e Marco Scolastra. Seguiranno, a cadenza mensile, il trio formato da Carlo Maria Parazzoli, Luca Sanzò e Gabriele Geminiani, il Caravaggio Piano Quartet, la pianista Sun Hee You, il jazz di Ada Montellanico con lo Ialsax Quartet.
Prosegue, infine, e si amplia la collaborazione con il corso di laurea magistrale in Musicologia della Sapienza con iniziative coordinate dal prof. Antonio Rostagno rivolte a laureandi e dottorandi impegnati nella stesura delle note di sala, guide all’ascolto e nella redazione del nuovo portale web IUCTube.