“Sarah & Saleem – Là dove nulla è possibile”

di José de Arcangelo

L’opera seconda del palestinese Muayad Alayan, “Sarah & Saleem – Là dove nulla è possibile” racconta la storia extraconiugale tra Sarah (Silvane Kretchner) proprietaria di un caffè ebraico e Saleem (Adeeb Safadi) fattorino arabo. Una storia apparentemente banale (non può non ricordare, almeno nella struttura, “Romeo e Giulietta”) non fosse perché è ambientata a Gerusalemme, una città rigorosamente divisa dove la coppia mista è un vero e proprio tabù.

Infatti la passione segreta tra i due – una volta scoperta – avrà delle conseguenze ben più importanti della crisi dei loro matrimoni, in una Gerusalemme in cui anche una storia privata tra due persone scatena conseguenze politiche e sociali davvero inimmaginabili, a cui prenderanno parte i servizi segreti di entrambe i fronti.

Se l’opera prima di Alayan “Amore, furti e altri guai” (presentato alla Berlinale 2015 e vincitore dell’Arab Film Fest US), prendeva spunto da un convenzionale furto d’auto e si affidava ai toni della commedia nera, la seconda affronta un (melo) dramma fra due culture e due religioni, tra sociale e politico, senza eccessi né pregiudizi, lontano da stereotipi e luoghi comuni.

Unica pecca, forse, una seconda parte meno agile e più lunga del necessario (il film dura 127’), in attesa di un potente finale, meno prevedibile di quel che può sembrare.

Ma “Sarah & Saleem” affrontando un dramma contemporaneo, tra privato e pubblico, fa emergere tutte le contraddizioni e le regole di una società che vorrebbe non solo controllare uomini e donne, ma anche passioni e sentimenti. Infatti, la storia dei protagonisti nasce e si sviluppa grazie ad un’attrazione fisica, una passione incontrollata che, in fin dei conti, non è nemmeno vero amore. Inoltre, come dovrebbe accadere sempre, l’autore (lo sceneggiatore è il fratello Rami Musa Alayan) con camera in mano ricrea la giusta atmosfera di repressione e tensione, e soprattutto ama i suoi personaggi (e i suoi attori), nel bene e nel male, senza giudicarli né condannarli. E le donne sono trattate con dolcezza e ammirazione, ma forti e determinate.

Nel cast anche Maisa Abd Elhadi (Bisan, la moglie), Kamel El Basha (Abu Ibrahim), Coppa Volpi a Venezia 2017 per “L’insulto”, e Ishai Golan (David, il marito).

Nelle sale italiane dal 24 aprile 2019 distribuito da Satine Film (a Roma ancora all’Eden e Savoy)