“Pallottole in libertà” (En liberté!)

di José de Arcangelo

Ancora una commedia targata Francia, stavolta scatenata e divertente, un mix di generi davvero efficace: “Pallottole in libertà” (En liberté!) firmata dallo sceneggiatore, regista e attore comico, popolarissimo in patria, come Pierre Salvadori. Dei suoi film da regista in Italia sono usciti soltanto tre, “In amore c’è posto per tutti” (2003), “Ti va di pagare?”(2006) e “Piccole crepe grossi guai” (2014).

In una cittadina della Costa Azzurra, la giovane detective della polizia Yvonne Santi (Adèle Haenel, una nomination ai César sulle 9 avute del film), vedova da poco, racconta al figlio ogni sera una storia ispirata alle eroiche azioni di polizia del padre morto sul campo. Ma nel dipartimento scopre – tramite un detenuto che riconosce l’anello di un bottino – che suo marito, l’eroe locale e capitano della polizia Jean Santi (Vincent Elbaz) nella realtà conduceva una doppia vita e non era stato l’uomo coraggioso che lei credeva.

A questo punto, Yvonne decide di aiutare, anonimamente, un giovane innocente, Antoine Parent (il bravo Pio Marmai) che il marito aveva incastrato e fatto finire in galera per ben otto anni. Inizia così uno spericolato vagabondare per la città, in cui il depresso Antoine ha delle reazioni violente e impreviste, tanto che non riesce a reinserirsi nella società ma nemmeno a ristabilire il rapporto con l’adorabile moglie Agnès (l’indimenticabile Audrey Tautou de “Il favoloso mondo di Amélie”), mentre Yvonne rischia di mettere a rischio – a forza di segreti e bugie – quello col collega Louis (Damien Bonnard, visto in “Dunkirk”).

 

 

Sceneggiato dall’autore (anche del soggetto) con Benoit Graffin e Benjamin Charbit, “Pallottole in libertà” passa dalla commedia degli equivoci al polar, dall’action film al comico mantenendo un ritmo sfrenato, anzi leggermente folle come i suoi protagonisti. Inoltre nelle esasperate scene d’azione ricorda i fumetti e l’animazione, visto che la violenza diventa surreale (vedi soprattutto la scoppiettante ed esplosiva sparatoria del prologo/titoli di testa). Quindi un piacevole spettacolo che, probabilmente, si gusta meglio nella versione originale, soprattutto per dialoghi e battute.

Nel cast anche Hocine Choutri (Mariton), il piccolo Octave Bossuet (Théo Santi, il figlio), Jean-Louis Barcelona (lo psicopatico) e Alexandre Marouani (il taxista). La fotografia è firmata Julien Poupard e le musiche da Camille Bazbaz. Per questo film Salvadori ha vinto il premio collaterale SACD Director’s Fortnightal Festival di Cannes e il Premio Lumiere per la Miglior Sceneggiatura.

Nelle sale italiane dal 30 maggio 2019 distribuito da Europictures