In arrivo nelle sale “X-Men: Dark Phoenix” e le donne sono protagoniste nel bene e nel male

di José de Arcangelo

In arrivo nelle sale italiane – un giorno prima degli Stati Uniti, il 6 giugno in uscita europea – la nuova avventura degli X-Men, anzi la nascita e la formazione di “Dark Phoenix”, Jean Grey (Sophie Turner del “Trono di Spade”), quindi una sorta di prequel/sequel, visto che il professor Charles Xavier è ancora giovane, interpretato da James McAvoy (nei primi capitoli era Patrick Stewart), così come Erik Lehnsherr / Magneto è Michael Fassbender, entrambi protagonisti di “X-Men: Apocalisse”.

Abbiamo incontrato il regista Simon Kinberg e i principali interpreti alla conferenza stampa tramite skype in diretta da Londra, dove è stata presentata l’anteprima europea.

“I fumetti sono parte della mia vita – esordisce il regista -, anzi sono cresciuto con essi, lavorare con loro precedentemente (come produttore-sceneggiatore ndr.) era come stare in famiglia, non c’era nessun altro a far da filtro. Inoltre ci siamo divertiti impegnati a realizzare un’avventura più realistica e dura delle altre. Il punto di forza è che si trovano a fare qualcosa di diverso di quello che amano fare”.

“Sono preoccupato come tutti gli altri – dice Michael Fassbender a proposito della situazione socio-politica internazionale -, la lotta degli X-Men è per i diritti civili, la donna protagonista, è il nucleo del concetto di persona, si sente fuori posto, ma gli emarginati sono sempre esistiti, nonostante siano evoluti il loro è un atteggiamento tribale, a cui noi uomini torniamo sempre. Succede attualmente, con la recessione, le persone di fronte a problemi difficili, vengono distratte da altri che considerano i veri colpevoli, inclusi gli immigrati. Ci troviamo in un momento di regressione, di divisione e paura di non aver imparato nulla dal passato. Ma io sono ottimista, penso che la nuova generazione sia molto positiva”.

“Non credo venir fuori dalla cucina – ribatte la Turner sulle donne del film e non -, e non c’è soltanto Jean in primo piano, perché è al tempo stesso la sua antagonista; è umana, piena di difetti, sono due personaggi di cui una sembra dare all’altra”. Ma è Jessica Chastain l’antagonista vera, quindi due donne forte che si danno filo da torcere a vicenda.

“Il successo è merito del pubblico – afferma Chastain -, di cosa vuole vedere perché gli X-Men (ad un certo punto il personaggio di Jennifer Lawrence, Mystique, dice ‘dovremmo chiamarci X-Women ndr.) rappresentano un po’ tutti. Il mio personaggio è interessante perché esplora la rabbia femminile, la furia, il lato oscuro delle donne, senza il quale il lato chiaro non esisterebbe, non credo sia la solita caramellina zuccherosa, anzi il suo è un atteggiamento liberatorio, non a caso le donne oggi fanno marce in tutto il mondo”.

“Tornando a tre anni fa – riprende il regista -, prima della Disney (lui ne è uscito quando la Fox prese i diritti distributivi della Marvel ndr.), all’inizio della sceneggiatura la ‘famiglia’ è combattuta perché deve affrontare il trauma della sconfitta, ma alla fine riescono a tornare insieme, perché erano stati ancora una volta emarginati dalla società. Forse è il momento più iconico e complesso della saga, il culmine. Non penso al successo, vivo il momento e loro sono stati la passione della mia vita negli ultimi tre anni”.

“A volte la bugia è necessaria – dichiara James McAvoy che nel film mente alla protagonista -, anche se non è sempre positiva. Io sono cresciuto in una famiglia inconsueta, non credo possa danneggiare il farlo, se non la si usa come potere, visto che spesso viene utilizzata come giustificazione o per egoismo. Xavier dice bugie a se stesso, serve al suo ego, cerca di trovare il bene in tutto, anche in Jean perché altrimenti significherebbe di stare  dalla parte del torto”.

“Per me Jean si comporta come un’adolescente qualsiasi – dice Turner -, nella fase in cui i genitori non hanno mai ragione, tutti sbagliano ma non è sempre così”.

“Tempo fa chiesi al rettore – spiega Chastain – perché al college c’erano più parti per gli uomini al posto delle donne e rispose ‘perché era già scritto così’. A volte bisogna dubitare dell’autorità perché segue delle regole non utili, sorpassate, e non riescono ad evolversi”.

“Il bambino mette in dubbio il genitore – ribatte McAvoy -, e ad un certo punto capisce che tutti devono dubitare per capire quanto possano spingersi l’ignoranza e l’autorità. E questo, ovviamente, provoca rabbia e ribellione”.

“Sull’ambientazione ci ho riflettuto – conclude l’autore -, nel precedente ho trasformato gli anni ’80 in un feticcio, concentrandomi su personaggi umani. In questo nuovo film lo stile è molto diverso (si parte nel 1975, ma poi si fa un salto nel ’92 ndr.), grezzo ma piacevole, e ho girato sempre con camera in spalla, prima mai. I personaggi vivono una scelta emotiva e usano i poteri insieme, sono un team”.

Tratto dai fumetti creati da Jack Kirby e Stan Lee e dal soggetto di Simon Kinberg, la saga “Dark Phoenix” è stata sceneggiata da John Byrne, Chris Claremont & Dave Cockrum, e vanta nel cast anche Nicholas Hout (Hank McCoy / Beast), Evan Peters (Peter Maximoff / Quicksilver), Tye Sheridan (Scott Summers / Cyclops), Kodi Smit-McPhee (Kurt Wagner / Nightcrawler) e Alexandra Shipp (Ororo Munroe / Storm).

Nelle sale italiane dal 6 giugno 2019 distribuito da 20th Century Fox Italia