Dal 21 maggio 2019 la nuova miniserie originale Sky “Catch-22” prodotta e diretta da George Clooney e C.

di José de Arcangelo

Arriva sugli schermi la miniserie originale Sky “Catch-22”, dal 21 maggio maggio 2019, ogni martedì alle 21.15 su Sky Atlantic, anche in 4K HDR per i clienti Sky Q e disponibile anche su Sky on Demand, Sky Go e in streaming su Now TV. Una serie tratta dal classico antimilitarista della letteratura americana (non solo) del XX secolo “Comma-22” di Joseph Heller (1961) prodotta, diretta (episodi 4 e 6) e interpretata da George Clooney, sceneggiata da Luke Davies e David Michod.

Il libro – da cui Mike Nichols e lo sceneggiatore (anche attore e regista) Buck Henry avevano realizzato il capolavoro omonimo nel 1970 -, narra le vicende del Capitano John Yossarian (Christopher Abbott) che non vorrebbe combattere i nemici, ma è costretto a farlo. YoYo, per i compagni, è un anti-eroe ribelle e iconico che si sforza di mantenere il suo equilibrio mentale, lottando contro il sistema militare, fra burocrazia e corruzione, follia e orrore, storia e attualità.

“Avevo ben presente il film di Mike Nichols – esordisce Clooney alla presentazione stampa romana -, anche se non avevo letto il libro da anni, un materiale così buono, tra i dieci romanzi più importanti della letteratura americana, un’opera sull’assurdità della guerra sempre attuale in cui si afferma che il sistema si può combattere, ma racconta di personaggi destinati a fare una fine orribile, ma all’inizio non ce la sentivamo di farlo. Poi abbiamo letto la sceneggiatura e l’abbiamo adorata”.

“Credo si tratti di temi ancora d’attualità – ribatte Grant Heslov, regista (episodi 1 e 5), produttore e attore nel ruolo del dottor Daneeka – e ne abbiamo parlato. Nonostante sia stato scritto tanti anni fa non se ne parla, ma la realtà ha un grande impatto sulle nostre vite, soprattutto ora che stiamo vivendo un periodo politico assurdo”.

“Lavorare in tre – afferma Ellen Kuras, terza regista (episodi 2 e 3) – richiede una preparazione per definire il punto di vista, e poi, durante le riprese, sul tema e sul taglio da dare ad ogni capitolo. Trovare un accordo è stato impegnativo anche perché giravamo contemporaneamente, magari il primo e il sesto episodio nello stesso giorno, oppure la mattina il secondo e nel pomeriggio il quinto”.

“Il fegato non sta tanto bene – scherza il protagonista Christopher Abbott, sul male da accennare nella storia per poter restare in infermeria – perché abbiamo lavorato e mangiato in Italia (la serie è stata girata fra Sardegna e Lazio ndr.). E’ stato un ruolo ideale in cui si fondono comico, azione ed eroismo, un personaggio che passa dalla normalità alla follia, una sceneggiatura magnifica e tre registi straordinari. Tecnicamente erano tutti bravissimi, e ci trovavamo in un’atmosfera rilassata. Abbiamo lavorato moltissimo anche se è meglio non lavorare perché non bisogna dimenticare che l’Italia è famosa per il ‘dolce far niente’ e a me piace (ha origini italiane ndr.). Penso che la mia carriera, da oggi in poi, non può che essere tutta in discesa”.

“Cathcart è una presenza imponente, ingombrante – dice Kyle Chandler, da “Ultime dal cielo” in tv a “Manchester by the Sea” e “Argo” -, perciò ho cercato di dare un tocco di umanità e senso al mio colonnello”.

“Mi sono divertito – dichiara entusiasta Giancarlo Giannini, nel ruolo di Marcello, proprietario di un bordello -, ma si tratta di un film antimilitarista tratto dal primo romanzo sul tema, un libro che ha cambiato la letteratura. Il mio è un cameo, i grandi – aggiunge guardando Clooney – fanno solo dei camei. Ma ho scoperto in George un magnifico regista, mi ha mandato un audio con le battute – ho un lungo monologo non facile da imparare a memoria – e poi sul set c’erano dei cartelli, scritti bianco su nero, così belli”.

 

“Ho lavorato bene – dichiara Tessa Ferrer, figlia d’arte, nipote di Rosemary Clooney, José Ferrer, Pat e Shirley Boone -, una piccola parte non caratterizzata dalla follia, e unica donna (l’infermiera Duckett ndr.) tra militari, tanto che a un certo punto mi sono ritrovata in spiaggia in Sardegna con 11 uomini che giocavano in acqua”.

“E’ stata una sfida adattare un libro così amato – precisa lo sceneggiatore Luke Davies – che in un certo senso abbiamo stravolto. E’ stato Richard Brown (uno dei produttori esecutivi ndr.) ad avere l’idea perché non c’era stato nessun nuovo adattamento in 40 anni. Io l’ho letto a 16 anni in Australia, ma è una storia dove la nazionalità non c’entra, è universale. L’esperienza in Italia è quella di Heller che ci ha anche vissuto (durante la guerra era stato bombardiere proprio qui ndr.). Poi, avere a che fare con Clooney che ha letto la sceneggiatura e l’ha amata, significava avere a fianco un’icona che ci ha dato grande sostegno”.

“Tutto è iniziato con Luke – ribatte Brown – con il quale abbiamo parlato insieme e ottenuto i diritti, abbiamo chiesto a Clooney di fare la regia e lui ha voluto anche recitare. E’ stata l’esperienza più grande della mia vita da produttore”.

Sul suo personaggio, il tenente Scheisskopf (letteralmente ‘testa di merda’ ndr.), Clooney precisa: “So cosa vuol dire, l’ho scelto perché mi divertiva, avrei potuto farlo anche più esagerato, quando ho letto il nome ho pensato che fosse perfetto per me e lo pensava anche Grant. E’ una parte perfetta per urlare e insultare la gente che è sempre una bella terapia”.

“Non voglio entrare in politica – precisa l’impegnato Clooney sulle voci che lo vogliono candidato -, non credo sia l’ideale per me che ho altri talenti. Non m’interessa, anche se tutti i governi oggi vanno verso una via autoritaria e bisogna stare all’erta, ma sono ottimista più si cambia più si va avanti, penso che alla fine si passerà verso l’altra sponda. Spero nelle prossime elezioni. La storia riguarda la Seconda guerra mondiale, però è una satira sulla guerra e sull’assurdità di chi ci specula sopra. Il bando della matassa è, comunque, difficile da sbrogliare”

“Noi facciamo politica – chiosa Giannini -, il mio personaggio mi ricorda ‘Pasqualino Settebellezze’ (di Lina Wertmuller, 1976 ndr) è un paradosso, lui è un vero politico, mentre Pasqualino era un vigliacco. E’ abbastanza complesso e l’unico italiano del film. Un fanfarone intelligente, dalla strana filosofia tutta italiana e si permette di dire delle cose meravigliose, non a caso Heller ha scritto il suo monologo in italiano. George è un regista di quelli che non chiedono nulla, come Visconti e Ridley Scott, ti aiutano e poi ti dicono così va bene”.

Infine, Clooney conclude sulla televisione oggi, rispetto a quella che l’ha lanciato trent’anni fa con ‘E.R.’: “E’ cambiata moltissimo, allora eravamo agli inizi poi ci sono stati ‘I Soprano’ e il livello è diventato più vicino a quello del cinema. Negli ultimi 5 o 6 anni i servizi streaming hanno aiutato molto a raccontare storie come quelle che io e Grant vogliamo fare. ‘Good Night and Good Luck’ l’abbiamo realizzato per la Warner con 6 milioni di dollari. Oggi non sarebbe più possibile realizzare film a basso budget, ma in questo modo possiamo continuare a raccontare le storie che ci interessano”.

Nel cast anche Hugh ‘Dr. House’ Laurie (maggiore De Coverley); Daniel David Stewart (Milo Minderbinder), Austin Stowell (Nately), Graham Patrick Martin (Orr), Pico Alexander (Clevinger), Jon Rudnitsky (McWatt), Gerran Howell (Kid Sampson), Rafi Gavron (Aarfy), Kevin J. O’Connor (tenente colonnello Korn), Lewis Pullman (Maggiore Maggiore), Jay Paulson (cappellano Tappman), Julie Ann Emery (Marion Scheisskopf), Valentina Bellè (Clara), Viola Pizzetti (Ines).