“John McEnroe – L’impero della perfezione”

di José de Arcangelo

Dopo il trionfo alla 54.a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro – dove ha vinto il Premio Lino Miccichè e quello della giuria di studenti del Concorso, composta da allievi delle università e scuole di cinema italiane – arriva nelle sale il bello e intelligente documentario dedicato al mitico campione di tennis “John McEnroe: in the Realm of Perfection”, ovvero “L’impero della perfezione”, del francese Julien Faraut.

Ex ragazzo prodigio e successivamente noto alle cronache non solo per il talento ma anche per il caratteraccio e una vita privata movimentata, McEnroe è già stato protagonista di film e documentari, però mai in modo così avvincente e coinvolgente (anche a chi non si interessa di o al tennis) come in questo documentario di Faraut, presentato precedentemente alla Berlinale 2018 e in competizione al Cinéma du Réel, che vanta materiali di repertorio ed elementi di psicologia e di teoria del cinema, accompagnati dalla voce dell’attore Mathieu Amalric e da una premessa godardiana: “Les films mentent, pas le sport” ovvero il cinema mente, lo sport no. Il tutto (nella durata standard di 91’) attraverso una storica gara al Roland Garros nei primi anni Ottanta.

Un film che fonde linguaggi eterogenei, dal cinema allo sport, dalla didattica alla filosofia, in modo rivoluzionario e che riflette sulla ricerca della perfezione e sull’ontologia dell’immagine in movimento. Quindi, un vero e proprio saggio teorico su uno dei più grandi tennisti del mondo.

“Un film ossessivo e sorprendente – secondo la motivazione della Giuria pesarese -, di rara raffinatezza stilistica, che, attraverso un montaggio dei materiali di repertorio insieme cinematograficamente radicale e filologicamente rispettoso, ci svela, sequenza dopo sequenza, l’intimità del suo protagonista”.

Nelle sale italiane dal 6 maggio 2019 distribuito da Wanted