“Le Grand Bal”

di José de Arcangelo

Un documentario per (ri) scoprire il piacere, la magia e la libertà della danza – popolare europea e non –, è “Le grand bal” della francese Laetitia Carton. Originale nella forma e nei contenuti perché si tratta di un particolare festival che esiste veramente e si tiene ogni anno nella provincia francese e anche perché la regista non intervista i partecipanti ma li lascia parlare e riflettere direttamente, attraverso le pause, chiacchierate in cui discutono e spiegano cause, effetti, benefici e conseguenze del ballare insieme. Una sorta di terapie collettiva che, attraverso incontri, allenamenti, prove e danze coinvolge e influenza tutti i partecipanti. E li costringe a un vero contatto umano, magari temporaneo, ma sicuramente più genuino e reale, soprattutto in tempi di internet; e a recuperare i rapporti intergenerazionali, a guidare o lasciarsi guidare al di là del sesso e dell’età.

Ogni anno più di duemila persone, di età ed estrazione sociale diverse, si riuniscono da ogni parte d’Europa nella campagna francese per un’esperienza straordinaria: ‘Le Grand Bal’, appunto. Per 7 giorni e 8 notti ballano insieme, mentre la musica suona dal vivo, in un emozionante connubio fra tradizione e modernità, e tra polche e valzer, c’è addirittura la pizzica, la tarantella del nostro meridione. La grazia del ritmo supera ogni fatica fisica e la gioia pura della danza abbatte le barriere. “Le Grand Bal” è un inno senza tempo alla magia del ballo e all’armonia di anime e corpi nella diversità.

“Mi è sempre piaciuto ballare – afferma la regista -. Eppure non ho avuto modelli da seguire, i miei non ballavano, ma mia nonna mi raccontava spesso che, da giovane, in un tempo in cui non la conoscevo ancora, saliva sulla pedana da ballo all’inizio della serata e non l’abbandonava più fino alle prime luci dell’alba. Era trasportata dal ballo. Il suo viso si illuminava quando mi parlava di queste notti trascorse nell’ebrezza del movimento e della musica. Penso che, pur non avendola vista ballare, lei mi abbia trasmesso il suo amore per i bal trad. Il mio primo bal trad è stato un colpo di fulmine”.

Presentato nella selezione ufficiale del Festival di Cannes e nomination ai César per il Miglior documentario, “Le Grand Bal” è un piacevole e coinvolgente docu-film che invita alla danza senza pregiudizi né discriminazioni

Nelle sale italiane dal 2 maggio 2019 distribuito da barz and hippo snc

HANNO DETTO

“Magica parentesi, Il Gran Ballo dell’Europa è un microcosmo che ha le sue regole, si autoregola e talvolta si fa specchio della nostra società […] È un’evidente energia sensuale che si sprigiona durante il ballo, un grande desiderio che circola tra i corpi senza mai fermarsi, in un immenso movimento democratico da cui nessuno è escluso”. (Le Monde)

“La regista Laetitia Carton firma un bel documentario, un invito alla danza che vi farà venire voglia di lanciarvi in una Mazurka indiavolata. […] La macchina da presa di Laetitia Carton riprende con fluidità il movimento dei corpi, i sorrisi condivisi e gli abbracci. Difficile resistere alla poesia che si sprigiona…” (Yannick Vely – Paris Match)

“Insieme intimo e avvolgente, [Le Grand Bal] è il ritratto di un evento molto particolare ma anche l’esplorazione della danza in termini specifici e più generali insieme. […] è un’opera affascinante e raffinata che esplora allo stesso tempo un evento specifico ma anche un’attività umana fin troppo spesso praticata e osservata senza provare a penetrare i suoi più profondi misteri”.(Boyd van Hoeij – Hollywood Reporter)