Finalmente un’importante e affettuosa mostra a Roma “Troisi poeta Massimo”

di José de Arcangelo

Finalmente, a 25 anni dalla sua scomparsa, un omaggio affettuoso in una mostra multimediale “Troisi poeta Massimo” per ricordare un grande attore, sceneggiatore, regista e poeta. Un’esposizione per ricordarlo e continuare ad amarlo come uomo e come ‘intellettuale’ vero, un ragazzo dal cuore d’oro, quello stesso cuore che l’ha portato via. Un percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati, video e carteggi personali inediti che condurranno il pubblico nell’animo umano di Massimo.

Promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà con 30 Miles Film in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso (suo nipote), l’esposizione sarà ospitata a Roma al Teatro dei Dioscuri al Quirinale, dal 17 aprile al 30 giugno 2019.

Una carrellata di ricordi, che attraverso musica e immagini, mette in risalto la poetica, le tematiche, le passioni e i successi di uno dei più grandi attori e autori italiani. Un “mito mite”, un antieroe moderno e rivoluzionario, che più di altri ha saputo descrivere, con sincerità, leggerezza e ironia, i dubbi, le preoccupazioni e gli ideali delle nuove generazioni, quelle di fine millennio.

L’esposizione racconta le tappe salienti della carriera dell’artista: l’infanzia a San Giorgio a Cremano – dove era nato il 19 febbraio 1953 e che gli ha dedicato la piazza principale, quella su cui si affacciava la casa natale -, la passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo La Smorfia, la carriera cinematografica da regista e attore. Quindi, i suoi film e quelli di Ettore Scola che l’ha diretto “Il viaggio di Capitan Fracassa” (dov’era Pulcinella), “Splendor” e “Che ora è”, accanto a Marcello Mastroianni. Fino a quell’ultimo film, “Il postino” diretto da Miachael Radford, da lui fortemente voluto e che è rimasto il suo testamento artistico, quello di un artista poliedrico, all’inizio della carriera definito – come si usava allora – ‘nuovo comico’, ma che in realtà era un artista completo.

Filo conduttore della mostra, il lato più sensibile e autoriale: Massimo è stato un poeta senza definirsi tale. Con parole, messe in scena, inquadrature, con tutto il suo immenso immaginario ha dato forma poetica ai sentimenti. Il suo ineguagliabile talento comico, si è espresso in parole (poesie, testi per il teatro, sceneggiature, e il testo vivo della sua mimica e del suo cinema) che hanno saputo raccontare con noncurante precisione, con una chiaroveggenza solo apparentemente casuale e indolente, con un esercizio continuo di leggerezza e passione, tutta una temperie umana, sociale, anche politica, ed emotiva. Per questo e senza farsene accorgere, ha lasciato a milioni di spettatori nel mondo l’opera di un vero Autore, di un grande regista indipendente, di un poeta, che può essere ammirata senza differenza da un pubblico cinefilo, colto, e popolare.

Troisi poeta Massimo ci racconta questo suo essere un artista totale. In un viaggio attraverso le testimonianze visuali di Troisi e quelle, inedite e realizzate per l’occasione, di cari amici e colleghi: il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro (con il quale ha musicato le canzone ora raccolte in un album il cui ricavato – come in parte quello del catalogo – verrà devoluto all’Associazione Bambini Cardiopatici nel mondo di cui Troisi stesso era sostenitore), Anna Pavignano (sceneggiatrice e compagna), Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi. C’è persino una lettera del giovane aspirante regista Paolo Sorrentino in cui chiede di essere ammesso sul set del suo film.

Lungo l’itinerario, la mostra mette in risalto la dinamicità del genio campano, una forza non fisica, ma di pensiero. Un vulcano di idee in grado di creare continuamente e su più livelli.

Un omaggio per ricordare, a 25 anni dalla sua scomparsa (4 giugno 1994), uno dei più grandi talenti comici italiani (non solo) di tutti i tempi. Teneramente e fortemente presente nello sguardo di quei milioni di spettatori che ha fatto ridere, commuovere, rendendone la vita un po’ più incantevole, ora surreale ora poetica.

“Troisi poeta Massimo”, la mostra è suddivisa in cinque ambienti, che snodano il percorso umano e artistico di Troisi in sequenza cronologica, dalla nascita alla proiezioni di parti inedite del backstage che lo stesso Stefano Veneruso ha realizzato durante le riprese de “Il postino”. Un controcampo toccante dell’atmosfera di divertimento, poesia e complicità vissuta sul set da Troisi con Philippe Noiret, Renato Scarpa, Maria Grazia Cucinotta, il regista Michael Radford, i collaboratori storici.

Inoltre, la mostra ospiterà un evento speciale – dal 17 al 28 aprile –, al Teatro dei Dioscuri andrà in scena lo spettacolo omonimo, scritto e diretto da Veneruso, sulla vita artistica e privata di Massimo. Poesie inedite, interviste, canzoni e testi autobiografici a fare da trama narrativa.

“Troisi veniva spesso e viene ancora dipinto come un pigro – commenta Veneruso -. Ripercorrendo la sua vita artistica ci si rende conto che non è affatto così. Anche lui si definiva un pigro ma la sua era una pigrizia molto fertile: è proprio da questa stessa ‘pigrizia’ che sono nati testi memorabili. Era uno che da fermo andava a mille all’ora”.

Lo spettacolo andrà in scena, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, tutti i giorni alle ore 21.00, esclusi lunedì 22 di chiusura, il 21 e 25 aprile alle 18.30. E dal 17 aprile al 30 ottobre 2019, in occasione della mostra dei Dioscuri, Cinecittà si mostra – iniziativa permanente negli Studi di via Tuscolana – ospita “Omaggio a Massimo Troisi”: un percorso che omaggia ‘il grande Massimo’ attraverso materiale di scena originali, dall’abito di Pulcinella, ruolo creato appositamente per Troisi in “Capitan Fracassa, girato nel 1989 nel teatro 5 di Cinecittà ai costumi di “Non ci resta che piangere”, ovvero le fogge memorabile del bidello Mario (Troisi) e dell’insegnante Saverio (Benigni), quello di Amanda Sandrelli (Pia), di Iris Peynado (l’amazzone Astriaha) e di Paolo Bonacelli (Leonardo da Vinci).

L’inedito backstage di Veneruso sul set de “Il postino” verrà proiettato per la prima volta nella storica sala Visconti. Oggetti inediti e simbolici – come la borsa portalettere (“Il postino”), l’astrolabio di Leonardo (“Non ci resta che piangere”), i bauli (“Capitan Fracassa”) – verranno esposti assieme a proiezioni tratte dai film. In occasione di questo dppio percorso i visitatori della mostra ai Dioscuri potranno ritirare un coupon sconto di 2,00 euro sul biglietto intero di Cinecittà si Mostra, con cui sarà possibile accedere agli Studi di Cinecittà, visitare i set e la grande mostra permanente e il percorso temporaneo “Omaggio a Massimo Troisi”.

Il catalogo che accompagna la mostra, edito da Luce-Cinecittà e Edizioni Sabinae, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, conta 176 pagine ed è introdotto da un articolo di Gianni Minà. Oltre sessanta fotografie a colori e b/n, riproduzioni di documenti, locandine, ritagli di giornale, elaborazioni grafiche: Un percorso testuale affascinante che, come l’esposizione, racconta l’evoluzione artistica, a fianco di quella privata, del poeta Troisi, con un corredo di Teatrografia e Filmografia, i premi e riconoscimenti, e i testi di tutte le videointerviste.

 

Teatro dei Dioscuri al Quirinale

Via Piacenza 1 – Roma

Dal 17 aprile al 30 giugno 2019

Ingresso gratuito

Orari: da martedì a domenica

Dalle 10.00 alle 19.00

www.archivioluce.com

Tel. 06 86981921