Silvia Esposito intervistata da Gladis Alicia Pereyra

Silvia Esposito è nata a Napoli 55 anni fa. Si è sposata nel 1987 e lasciato Napoli per trasferirsi a Roma. Nel 1988 ha iniziato a lavorare a Torino presso il laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane, due anni più tardi è stata trasferita a Roma dove ancora risiede e lavora. Ha due figli di trenta e venticinque anni e la sua è una famiglia felice. E’ una persona affabile, simpatica e riservata.
Fin qui la storia di una normalissima signora di mezz’età, ma Silvia ha una seconda storia che inizia nel 2004 quando, del tutto casualmente, entra a far parte della compagnia teatrale “Gli esclusi” rivelandosi un’attrice di grande talento. Nel 2018 ha contribuito alla fondazione dell’Associazione Teatrale Uno alla Volta.

Spesso la vita ci porta a scoprire in noi potenzialità sorprendenti seguendo percorsi affidati al caso.

In che momento hai scoperto di voler dedicarti al teatro?

  Ho scoperto di volermi dedicare al teatro quando mi sono resa conto che “fare teatro” mi stava arricchendo personalmente regalandomi una sicurezza personale che fino a quel momento non possedevo. Sono una persona riservata che non ama mettersi in mostra ma, stranamente, quando mi dedico al teatro la mia “paura di mostrarmi” svanisce completamente perché quando sono in scena non sono più me stessa ma divento il personaggio che interpreto.
Inoltre il teatro mi ha dato modo di uscire dalla vita di tutti i giorni scaturendo in me emozioni e sensazioni intense e profonde a seconda del ruolo che interpreto regalandomi la “libertà” di raccontare qualsiasi storia e di essere qualsiasi personaggio senza limitazioni e senza timidezza.

Quale sono state le tue prime esperienze come attrice?

E’ iniziato tutto quindici anni fa quando mi sono trovata, per caso, presente nel corso di una discussione tra una mia amica e il regista della compagnia teatrale amatoriale in cui lei recitava. Si dicevano preoccupati di non riuscire a trovare una persona che avesse potuto sostituire, in una piccola parte, un’attrice per una sola replica di uno spettacolo. La commedia era in napoletano ed essendo io napoletana mi “pregarono” di provare. Ero terrorizzata al solo pensiero di dover provare…fortunatamente per me in quel momento, la replica dello spettacolo fu annullata e quindi non provai mai la parte..!!!!
Nella la commedia successiva della compagnia teatrale fui inserita nel cast e mi fu assegnata una piccola parte al secondo atto, dove interpretavo il ruolo di una cameriera un po’sopra le righe.
Inaspettatamente per me, ricevetti molti applausi e nella commedia seguente mi fu assegnato il ruolo di protagonista femminile

Com’è nata la compagnia “Uno alla volta” e perché questo nome?

  La compagnia UNO ALLA VOLTA è nata dalla voglia di cinque amici che recitavano di creare qualcosa che fosse tutto loro. Quindi io, insieme a Fiorenzo Perrone, Lucia Formicola, Elio Giorgio Gaggia e Gennaro Fenizia, abbiamo costituito l’associazione culturale teatrale UNO ALLA VOLTA.
Per il nome della compagnia abbiamo preso spunto da un episodio accaduto una sera mentre si parlava, insieme ad altre persone, cercando di decidere quale potesse essere il modo migliore per ringraziare il pubblico alla fine dello spettacolo. Alcuni sostenevano che il modo migliore fosse stato aprire il sipario e uscire tutti insieme facendo un inchino, mentre invece noi cinque suggerimmo di uscire uno alla volta. Dà lì il nome della nostra compagnia teatrale.

La vostra è una compagnia amatoriale che in realtà vanta un buon livello di professionalità. Quanto tempo dedicate alla preparazione di uno spettacolo?

  La preparazione inizia ad aprile-maggio, quando ci riuniamo insieme al nostro regista Fiorenzo Perrone per valutare i vari copioni presi in considerazione in base ai personaggi, agli attori e alla trama della commedie.
Individuato il lavoro da portare in scena si distribuiscono i copioni e si assegnano i ruoli e, durante il mese di giugno, ci incontriamo per fare qualche lettura del copione insieme a tutta la compagnia e per augurarci buone vacanze..!!!
Ci ritroviamo tutti a settembre per iniziare le prove e nel mese di febbraio si debutta.

Il vostro repertorio è composto esclusivamente di commedie napoletane, principalmente di Eduardo De Filippo e di Scarpetta. Come spieghi questa scelta?

  Perché la grandezza di Eduardo Scarpetta e di Eduardo De Filippo risiedono nella raffinatezza delle loro opere in grado però di essere comprensibili a tutti.
La raffigurazione di una società ancor oggi complessa, viene portata sul palco e narrata con un linguaggio che oltrepassa i confini napoletani per la dimensione universalistica dei loro testi, conservando un’eleganza e non scadendo mai nella volgarità.

Il ricavato del vostro lavoro va devoluto interamente in beneficenza dopo aver detratto, immagino, l’affitto del teatro e le altre spese relative a scenografie, costumi ecc.? Non trattenete niente per la compagnia?

  No, non tratteniamo nulla per la compagnia. Nessun componente percepisce alcun compenso. L’incasso dei nostri spettacoli, detratte le spese per affitto del teatro, i diritti d’autore, le scenografie e i costumi (che comunque cerchiamo nei i mercatini dell’usato per risparmiare), viene devoluto in beneficenza. Prima dell’inizio di ogni spettacolo viene comunicato al pubblico presente in sala il nome dell’associazione o il progetto a cui verrà devoluto l’incasso

  Ogni commedia che mettete in scena è un successo che non poche compagnie professionali vi potrebbero invidiare. Teatri stracolmi, se non si prenota il biglietto con largo anticipo si rischia di non assistere allo spettacolo. Oltre alla grande bravura di tutto il cast, che è già una garanzia di divertimento, secondo te, che altro suscita nel pubblico tanto interesse?

  Probabilmente perché siamo noi per primi a divertirci sul palco e quindi trasmettiamo al pubblico questo nostro entusiasmo.
Come hai detto tu, il successo delle nostre commedie dipende principalmente dalla bravura di tutto il cast e, aggiungo, dalla bravura del nostro regista, ma dipende anche dal fatto che la compagnia teatrale UNO ALLA VOLTA è una grande famiglia e siamo uniti tutti da un profondo e sincero affetto. Sia in scena che dietro le quinte c’è tanta collaborazione e questo sicuramente contribuisce alla buona riuscita dello spettacolo.

Tu hai dimostrato attraverso tutti questi anni, un innato talento interpretativo e una vis comica equilibrata che non scivola mai nel gesto scontato. Penso che fai divertire il pubblico perché, come dici, anche tu ti diverti calandoti in ruoli che a volte rasentano il surreale. Non senti il desiderio di misurarti con un personaggio drammatico?

  Effettivamente talvolta mi capita di dover trattenere la risata in scena, specialmente quando le situazioni comiche sono talmente coinvolgenti da farmi dimenticare che sto recitando.
In due commedie ho interpretato ruoli dai lati drammatici: in Sabato, Domenica e Lunedì ero Rosa Priore, una donna dalla personalità passionale forte ed energica e in Napoli Milionaria ho interpretato il ruolo di Amalia, una donna a cui la guerra e la miseria hanno fatto perdere di vista i valori della famiglia e dell’onestà.
Recitare un ruolo drammatico è tutt’altra cosa rispetto ai ruoli brillanti. Devi trasmettere emozioni, rabbia, tristezza, gioia, disperazione, euforia, felicità e le riesci a trasmettere solo se dimentichi chi sei e diventi tu il personaggio entrando nella sua personalità più interiore

C’è un personaggio in particolare che ti piacerebbe interpretare?

Il mio sogno è quello di interpretare Filumena Marturano e spero che questo sogno, un giorno, possa diventare realtà…!!!

Hai mai pensato che il tuo lavoro di attrice, per cui sei particolarmente dotata, potrebbe da amatoriale diventare professionale?

  Non ci ho mai pensato, perché io vivo il teatro in modo molto tranquillo e spensierato, forse se diventasse un lavoro da “professionista” potrei perdere la serenità che mi dà il teatro amatoriale e quindi, per ora, va bene così.. poi in futuro si vedrà..

Fuori da “Gli esclusi” e da “Uno alla volta” hai fatto altre esperienze?

  No, non ho mai recitato con altre compagnie teatrali
Ho partecipato ad eventi organizzati da un’associazione culturale recitando, oltre a dei brani tratti da NAPOLI MILIONARIA, poesie di Salvatore Di Giacomo e di Raffaele Viviani.
Con molto piacere ricordo una mia piccola partecipazione al concerto di musica etnica partenopea organizzato da Salvatore Parascandola “FULLIEFURIO” presso il Centro Giovanile Giovanni Paolo II a Roma.

Ti piacerebbe farle?

Adesso mi trovo molto bene con la compagnia UNO ALLA VOLTA.

Hai ricevuto qualche riconoscimento?

Qualche anno fa, nell’ambito della III rassegna teatrale organizzata a Roma dall’Associazione “Circolo Sottufficiali dell’Aeronautica” in memoria di Eduardo De Filippo, ho ricevuto il premio quale migliore attrice protagonista per la commedia “Pronto 6..e 22”.

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Silvia Esposito riceve il premio quale migliore attrice protagonista per la commedia “Pronto 6..e 22”.

In questo momento “Uno alla volta” sta lavorando a un nuovo progetto? Mi puoi anticipare il titolo della commedia che metterete in scena nella prossima stagione?

  Per ora stiamo valutando vari lavori che potrebbero essere portati inscena dalla nostra compagnia teatrale nella prossima stagione ma non abbiamo ancora deciso nulla. Non appena avremo il titolo della commedia te lo farò sapere.