Da domani su Sky Atlantic la quarta stagione di “Gomorra” la serie vista in 190 paesi

di José de Arcangelo

Presentata a Roma la quarta serie di “Gomorra” – nata da un’idea di Roberto Saviano – in partenza su Sky Atlantic dal 29 marzo 2019, ogni venerdì alle 21.15. I riflettori della nuova stagione sono ovviamente puntati su Genny (Salvatore Esposito), l’unico superstite della dinastia dei Savastano, un personaggio che ha cambiato pelle innumerevoli volte, passando dall’essere il figlio immaturo di Don Pietro fino a diventare boss, marito e padre: in questi nuovi episodi, proprio per Azzurra (Ivana Lotito) e per il piccolo Pietro, sarà ‘costretto’ a cambiare vita, con una famiglia da proteggere e un business da rifondare, dedicandosi all’attività di imprenditore e defilandosi in parte da quel mondo in cui suo padre lo aveva fatto crescere. I suoi affari a Napoli sono adesso affidati a Patrizia (Cristiana Dell’Anna) che dopo aver tradito e ucciso Scianel, è entrata di diritto tra le fila del clan Savastano.

Insieme a Genny, per ristabilire un equilibrio tra le parti e mantenere la pace, faranno affidamento sui Levante, un ramo della famiglia legato a Donna Imma. Intanto Enzo Villa – Sangue Blu (Arturo Muselli) e Valerio (Loris De Luna), dopo aver consolidato la loro posizione nel controllo del centro di Napoli, si trovano ad affrontare nuovi ostacoli.

I 12 episodi della nuova stagione sono diretti da un team di 5 registi: Francesca Comencini – assente giustificata perché ‘impegnata su un’altra serie della concorrenza’ -, alla quale è affidata anche la supervisione artistica, firma i primi quattro; l’attore Marco D’Amore, dopo tre stagioni da protagonista della serie passa dietro la macchina da presa per dirigere due episodi (5 e 6); altri due ‘esordienti’ (si fa per dire) come Enrico Rosati e Ciro Visco, aiuto registi delle precedenti stagioni, hanno diretto rispettivamente gli episodi 7-8 e 9-10; infine, Claudio Cupellini, altro ‘veterano’ del serial firma gli ultimi due (11-12).

“In preda ad un dualismo interno – afferma Esposito -, Genny combatte i suoi demoni interni, perché vuole cambiare il futuro dei figli, indossare una maschera come faceva lui con i genitori. Il successo della serie nasce dalla collaborazione costante con i produttori (Riccardo Tozzi per Cattleya, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz e Gina Gardini ndr.) e su un grande gioco di squadra. In questa stagione sono protagonisti personaggi che sono cresciuti tantissimo. Non c’è assimilazione dell’uomo, ma una maniera femminile”.

 

“Secondigliano non è un quartiere ma una città nella città – ribatte Cristiana Dell’Anna, che è Patrizia Santoro – la maternità non è solo figli e famiglia ma si riferisce anche alla terra amata, non all’assimilazione all’uomo, ed è piena di sentimento e amore per quello che fa. Il problema è sempre il paragone col maschile, capire il valore dell’intelligenza”.

“Il nucleo centrale di questa stagione – scrive Francesca Comencini nelle note – può essere quello dello spaesamento: i personaggi si muovono in mondi e sentimenti che non conoscono né controllano, cercano di essere altro da ciò che sono stati, di sfuggire a un’origine e un’appartenenza. C’è un senso di oscillazione, tra trasformazione e disfacimento. Raccontiamo mondi che cozzano tra loro, apparentemente opposti: dalle campagne più desolate alle metropoli più scintillanti, da famiglie rimaste immobili nel tempo a uomini e donne che corrono freneticamente. Sotto la pelle di questi mondi diversi circolano però gli stessi veleni, che inquinano vite e contaminano terre. La corruzione, la criminalità, l’economia nascosta, i sistemi di potere che li pervadono hanno facce diverse ma obiettivi simili: arricchimento e sopraffazione, ciechi”.

Nel cast Luciano Giugliano (Michelangelo Levante), Gianni Parisi (Gerlando Levante), Carlo Caracciolo (Ferdinando Capaccio – ‘O Crezi), Andrea Di Maria (Elio Capaccio – ‘O diplomato), Nello Mascia (Don Aniello Capaccio), Antonio Gargiulo (Saro Levante), Gennaro Apicella (Ciccio Levane), Andrea Renzi (Alberto Resta) e tanti altri.

Le sceneggiature sono di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli, Enrico Audenino e Monica Zapelli, mentre i direttori della fotografia Ivan Casalgrandi e Valerio Azzali. Le location stavolta vanno da Napoli e dintorni a Bologna, Reggio Emilia e persino a Londra.

Una serie ‘local’ che è diventata ‘global’ perché venduta e seguita in 190 paesi e si conferma come modello di serialità italiana in grado di competere nel mercato delle grandi produzioni internazionali. Ma è soprattutto la costante vitalità e l’entusiasmo con cui viene realizzata, e di una storia che si allontana dai cliché e che si sviluppa ed evolve insieme ai personaggi.