Claudio Bisio cambia l’Italia per amore e diventa Presidente del Consiglio

di José de Arcangelo

In arrivo nei cinema “Bentornato Presidente” di Giancarlo Fontana & Giuseppe G. Stasi (già autori di “Metti la nonna nel freezer”, dopo web, corti e tivù) sequel di “Benvenuto Presidente!” di Riccardo Milani (2013) con lo stesso Claudio Bisio, anche se Kasia Smutniak è stata sostituita efficacemente da Sarah Felberbaum. Soprattutto perché  la commedia diventa vera e propria satira politica della nostra Italia sul filo di una graffiante ironia, mai volgare e/o superficiale.

A otto anni dalla sua elezione al Quirinale, Peppino Garibaldi (Bisio) vive un’idilliaca esistenza sui monti con Janis (Felberbaum) e la loro figlioletta Guevara (Roberta Volponi). Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna… elettorale; Janis invece, è sempre più insofferente ad una vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più l’uomo appassionato di cui si era innamorata, e che voleva cambiare l’Italia. Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il paese è impegnato con la difficile formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri intrighi, la moglie lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Ormai solo e disperato, Peppino è costretto a tornare alla politica per riconquistare la donna amata e per lei diventa persino Presidente del consiglio.

“La sceneggiatura di Fabio Bonifacci – dichiarano i registi di Matera, Fontana & Stasi – ci ha dato l’occasione di riabbracciare un tema a noi molto caro, che in passato ci ha regalato grandi soddisfazione sia in tv che sul web, e che da sempre siamo convinti possa funzionare anche al cinema: la satira”.

“Scrivendo è venuta fuori qualcosa in cui crediamo un po’ tutti – ribatte Bonifacci alla presentazione romana -, frutto di una lunga ricerca  perché da anni tentavamo di continuare il racconto e il momento storico si prestava per fare della sana ironia, visto che parliamo di tutti senza eccezioni”.

“Come storia è un sequel vero – afferma Bisio – e anche dal punto di vista temporale perché è ambientato sei anni dopo e la bimba ha proprio sei anni. Lui non ha mai amato la politica, era stato buttato lì, Giuseppe Garibaldi è un’etichetta, al Quirinale si trovava come un elefante in una cristalleria, ora è quasi un qualunquista. Poi per amore, visto che lei non ne può più, e lui non è proprio un puro, anzi è un po’ egoista. Infatti, è la storia del riscatto femminile, lui si ritrova a Roma, tutti lo riconoscono come una persona onesta e gli tocca rimboccarsi le maniche. Mi è venuta l’idea che sia un film rivolto a tutti quelli che si sono stufati dell’odio reciproco, lo definirei anti-cattivista, anzi un inno contro l’odio. Un film raro nel panorama italiano”.

“Ci siamo trovati davanti ad una doppia sfida – dicono i registi -, da un lato la responsabilità di realizzare il sequel di uno dei più grandi successi cinematografici degli ultimi anni; dall’altro la possibilità di esplorare, attraverso un soggetto dal fortissimo potenziale commerciale, l’attualità sociale e politica italiana”.

“Abbiamo deciso che non si arrabbiasse – precisa Paolo Calabresi sul suo personaggio di leader di ‘Precedenza Italia’ -, e col suo sorriso gli ho dato umanità, come nei film di Chaplin, è un uomo con un  cuore grande ma quando appare una telecamera diventa cattivissimo, sono personaggi che in realtà fanno tenerezza, sia a destra che a sinistra. Tutti”.

“Ma è stata la conoscenza di Bisio – riprendono Fontana & Stasi – a spazzare via definitivamente ogni nostro timore e spingerci a maneggiare con maggior sicurezza l’eredità del film di Milani. Con Claudio il feeling è stato immediato, s’è subito creato quel clima di complicità da ultimo banco di scuola. Senza che ce lo dicessimo mai esplicitamente, sapevamo che stavamo inseguendo un obiettivo comune: far ridere e regalare al pubblico uno spunto di riflessione”.

“Il risultato – concludono – è un sequel-non-sequel’, che eredita personaggi, ambientazioni e temi da ‘Benvenuto Presidente!’, ma che da esso si distacca per toni, messa in scena e, ovviamente, scenari politici. Ciò che abbiamo cercato di ricreare non è né un atto di denuncia né una rappresentazione grottesca della politica italiana, ma una sua reinterpretazione in chiave leggera, comica, e comunque sempre verosimile”.

Il tutto raccontato col ritmo e il respiro giusti, grazie anche a una galleria di ‘caratteristi’ come Paolo Calabresi (Teodoro Guerriero, leader ‘Precedenza Italia’), appunto; Pietro Sermonti (Ivan),  Guglielmo Poggi (Danilo Stella, leader di ‘Movimento Candidi), Antonio Petrocelli (Presidente della Repubblica), Marco Ripoldi (Vincenzo Maceria, leader ‘Sovranità Democratica’), e con Ivano Marescotti (Ranieri), Cesare Bocci (politico bello) e Massimo Popolizio (politico ruspante).

La fotografia è firmata da Gogò Bianchi, il montaggio da Giancarlo Fontana e le musiche da Francesco Cerasi. Tanti i temi nella colonna sonora: da Gioacchino Rossini (Il Barbiere di Siviglia – Overture) a Beethoven (Sinfonia N° 9 – Ode alla Gioia), da “Welcome Home” dei Radical Face a “I Can’t Hear You” di The Dead Weather.

Nelle sale italiane dal 28 marzo presentato da Vision Distribution in 500 copie