“Canova”

di José de Arcangelo

Preceduto da un’introduzione di Vittorio Sgarbi che, in breve, dice “Canova è la sintesi dell’intera civiltà artistica occidentale (…) maestro dell’idea di una bellezza senza tempo e senza limite, un artista dell’armonia, della misura perfetta e di un mondo perduto”.

“Canova” di Francesco Invernizzi – sceneggiato da Stefano Paolo Giussani, Gianluca Rota e Alice Gambara – è un documentario non solo biografico, ma interessante e illuminante sul grande maestro della scultura. Un percorso dalla natia Possagno  a Venezia e infine Roma dove il giovane Canova diventa l’artista di importanza universale che riuscì a fondere il classico e ill moderno attraverso uno stile e una tecnica unici e rivoluzionari. Infatti, lui stesso diceva che bisogna guardare l’antico non per imitarlo ma per rielaborarlo, anzi reinventarlo.

Ripercorriamo così la storia che, dopo Venezia, ha visto nascere il suo talento, per toccare poi Francia, Inghilterra, Russia attraverso i fastosi palazzi dell’epoca, ma soprattutto rimane imperniata su Roma. Però senza mai lasciare Possagno, perché se le sue opere sono giunte a Parigi, Londra, Vienna, New York, Washington (la statua del omonimo Presidente commissionatagli da Jefferson), Berlino, San Pietroburgo, i bozzetti e i modelli originali sono gelosamente custoditi nel paese natale dell’artista, dove giunsero con un epico trasferimento voluto dal fratellastro in nave e su carri da Roma dopo la sua scomparsa.

Un viaggio attraverso il mito e la storia espressi dalle sue opere, infatti sono sculture di rara bellezza che hanno immortalato epoche e personaggi e sono divenute famose in tutto il mondo.

E a tessere il ‘fil rouge’ tra le opere è il professor Mario Guderzo, storico direttore della sede museale. La voce narrante che lo affianca e approfondisce i miti che ispirarono le figure e presenta i prestigiosi committenti che le finanziarono. Emerge così che Canova non sarebbe stato il Maestro che conosciamo se non avesse avuto proprio a Roma il suo laboratorio. Tutti i protagonisti del Grand Tour che passavano per la città desideravano incontrarlo. Fu così che la sua fama lo portò al cospetto di Napoleone e dei personaggi importanti del mondo occidentale, principi, re, nobili, nei confronti dei quali si poneva da pari.

Inoltre, il documentario  ci porta a scoprire come Canova avesse difeso e riportato in Italia alcuni capolavori che Napoleone aveva fatto trasferire in Francia, così come – alle dipendenze del Vaticano – impedì venissero vendute altri fuori dal territorio nazionale.

Infine, le tecniche di ripresa 8K HDR rivelano dettagli poco conosciuti e soprattutto mostrano lo stesso punto di vista di Canova. Con un volo attorno alle sculture, in punta di scalpello, si accarezzano i capolavori fino a capire come un giovane mandato a bottega dalla provincia italiana riuscì a entrare nell’olimpo dei grandi al pari di Michelangelo e Bernini.

Nelle sale italiane dal 18 al 20 marzo 2019 distribuito da Magnitudo con Chili

Il prossimo e ultimo titolo de “L’arte al cinema” di Magnitudo con Chili è “Palladio”, al cinema il 20, 21 e 22 maggio 2019