Due commedie italiane su oltre 10 film in uscita al cinema ispirate a classici di Lubitsch e Scola

Fra le dodici (12, inclusi i film evento) uscite nei cinema italiani questa settimana solo due commedie italiane, una surreal-esistenziale, l’altra corale fra malinconia e solitudine, lacrime e sorrisi (e musica). Ed entrambe vantano nel cast la cantante Thony che aveva esordito al cinema come attrice in “Tutti i santi i giorni” di Paolo Virzì.

“Momenti di trascurabile felicità” di Daniele Luchetti (01 Distribution) con Pif, è tratto dall’omonimo libro di Francesco Piccolo, e del successivo “Momenti di trascurabile infelicità”, ovvero un adattamento non facile da portare sul grande schermo perché, nonostante Piccolo sia anche un noto sceneggiatore, non era proprio una storia in immagine ma un compendio di ‘pensieri’ tra piaceri e dispiaceri nella vita di un uomo comune, ‘normale’, insomma di un italiano medio nel 21° secolo. Inoltre, la struttura ricorda di per sé classici del cinema anglofono: da “Il cielo può attendere” di Ernst Lubitsch – e il remake “Il Paradiso può attendere” di Warren Beatty e Buck Henry (1978) -, ma anche “La vita è meravigliosa” di Frank Capra e “Scala al Paradiso” di Michael Powell ed Emeric Pressburger, entrambi del 1946.

Infatti, ambientata nella Palermo odierna – per la prima volta ‘senza mafia’ -, narra di un uomo (Pif non autodiretto) che, a causa di un incidente stradale, si ritrova catapultato in paradiso senza aver avuto il tempo di salutare i suoi cari. E il ‘San Pietro’ del caso è il sempre ottimo Renato Carpentieri

“La notte è piccola per noi” di Gianfrancesco Lazotti (Distribuzione Indipendente), prendendo spunto dalla canzone omonima delle gemelle Kessler su Studio 1 – che continuava ‘…troppo piccolina’ – racconta un sabato sera in una ‘balera’ romana dove una galleria di personaggi si ritrova per ballare e fare conoscenza (o per appuntamenti al buio tramite chat). Quindi una serie di mini storie incrociate sulla scia di “Ballando Ballando” di Ettore Scola, a cui il regista rende omaggio. Nel nutrito cast (da Cristiana Capotondi a Tommaso Lazotti; da Andrea Sartoretti a Francesca Reggiani e Giselda Volodi) due star degli anni Sessanta: Philippe Leroy e Alessandra Panaro, negli anni a cavallo tra ’50 e ’60 reginetta – con Marisa Allasio – delle commedie da ‘neorealismo rosa’.