“Sofia”

di José de Arcangelo

Arriva nelle sale “Sofia”, sorprendente opera prima scritta e diretta dalla marocchina Meryem Benm’Barek, che dipinge  il ritratto delle classi sociali e dell’ipocrisia che regge i rapporti familiari e sociali nel Marocco contemporaneo, presentato nella sezione “Un Certain Regard” al festival di Cannes 2018, dove ha vinto il premio per la Migliore sceneggiatura e, in seguito, ha partecipato ad altri 18 festival e vinto altri sei premi internazionali.

In Marocco, l’articolo 490 del codice penale prevede da un mese a un anno di reclusione per le relazioni sessuali al di fuori del matrimonio. E’ intorno a questa spada di Damocle che si sviluppa il racconto sfaccettato di “Sofia”, il primo lungometraggio della Benm’Barek.

Pur essendo marocchina per ambientazione della storia, la descrizione delle classi sociali è universale così come il tema che emerge dal film – con una descrizione drammatica nella sostanza, e a tratti persino ironica nella forma – attiene alle disuguaglianze tra le classi sociali, esistenti più o meno allo stesso modo in tutto il mondo occidentale (di cui anche il Marocco, inteso nel senso della geopolitica, cioè del capitalismo occidentale, fa parte.)

La ventenne Sofia vive a Casablanca con i suoi genitori, Zineb e Faouzi (Nadia Niazi e Faouzi Bensaïdi). Durante un pranzo di famiglia, ha violenti crampi allo stomaco. Sua cugina Lena (Sarah Perles), di padre francese, studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito e con discrezione la situazione: Sofia sta per partorire. Nessuno sapeva della sua gravidanza e, usando come scusa la necessità di recarsi in farmacia, Lena prende l’iniziativa di portare Sofia all’ospedale, dove presto partorisce.

Da questo momento, Sofia (con un volto che ne rivela tutta la stanchezza e la confusione) ha 24 ore per risolvere un grosso problema: sposarsi per non infrangere la legge. Appena uscite dall’ospedale nel quale non hanno il diritto di restare, altrimenti verranno denunciate alla polizia, le due ragazze s’incamminano (con il neonato tra le braccia) nella notte e nel quartiere antico e popolare di Derb Sultan alla ricerca di Omar (Hamza Khafif), che Sofia indica come il padre e che è un perfetto sconosciuto per tutta la sua famiglia (molto più agiata), la quale entra in scena quando scopre il segreto. Ora si tratta di difendere l’onore di Sofia, di trovare una soluzione, un accordo che possa soddisfare tutte le parti e salvare la faccia dal punto di vista sociale.

 

Ed è qui che inizia lo spietato quadro di famiglia, dove tutti senza eccezioni tirano fuori la loro vera indole fra interessi e ambizioni, egoismo e ipocrisia, segreti e menzogne. Forse, solo Lena si salva perché è l’unica ad avere ancora dei principi e dei valori. Ma la regista non giudica né denuncia, facendo riaffiorare la verità attraverso il racconto lucido e intenso, realistico e coinvolgente, non privo di colpi di scena e volta faccia, come nella vita.

Preceduto dalla citazione di Arthur Schopenhauer: “L’onore è la coscienza esterna e la coscienza l’onore interno”, il film è uscito anche in Marocco, dove ogni giorno 150 donne partoriscono al di fuori del matrimonio.

“Il pubblico in generale ha reagito bene al film – ha dichiarato l’autrice -, che ho voluto rendere il più accessibile possibile, imponendomi nel modo più rigoroso di evitare ogni caricatura. Durante la tournée per promuovere il film (ci sarà anche in Italia ndr.) c’è stato un ottimo riscontro da parte degli spettatori, mentre il discorso sulla stampa è diverso; in Marocco c’è la stampa arabofona, letta dal popolo e dalla classe media, e quella francofona, destinata alle élites. La prima ha capito molto bene il film e il divario sociale che è messo in scena, mentre la seconda si è concentrata di più sull’analisi dei personaggi principali”.

Uscito in Francia nel settembre scorso, il film ha replicato l’ottima accoglienza di critica e pubblico avuta Cannes.

Nel cast la più nota Lubna Azabal (Leila, la zia), Raouia (Zohra), Khadija Adly (vicina), Nadia Benzakour (Fatiha), Mansour Badri (il commissario).

Nelle sale italiane dal 14 marzo 2019 distribuito da Cineclub Internazionale