Ancora 8 marzo?

di Sveva Avveduto

  Ancora 8 marzo? Sì ancora 8 marzo perché molto è stato fatto ma molto ancora resta da fare per avvicinarsi almeno, se non raggiungere la parità di genere.
Le sperequazioni tra Paesi sono forti, il Gender Gap Report del World Economic Forum, che annualmente misura tramite una vasta serie di indicatori appunto il divario di genere, rileva come nel 2018 quest’ultimo si sia ristretto dal punto di vista economico mentre si sia purtroppo allargato per quel che riguarda l’accesso alla vita politica, ai livelli di istruzione e la salute delle donne.
Eppure è stato stimato che 1.225 miliardi di dollari potrebbero essere aggiunti al PIL globale entro il 2025 solo promuovendo la parità di genere .
Questo dato soltanto potrebbe fornire una forte motivazione per integrare le questioni di genere anche nella politica della scienza, della tecnologia e dell’innovazione (STI).
Un aspetto particolare è quello della sotto-rappresentazione delle donne nelle STI. I benefici che si trarrebbero infatti da un loro maggiore coinvolgimento nella scienza e nelle attività di ricerca, andrebbero ben oltre i guadagni economici. Vi sono certamente oltre alle importanti questioni di giustizia sociale ed equità, anche prove crescenti che la diversità migliora la qualità dei risultati della ricerca e la rilevanza di tali risultati per la società.
L’aspettativa che la scienza e la ricerca apportino un contributo importante all’’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030’ delle Nazioni Unite e ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che essa si pone, è grande. In particolare il punto 5 dell’Agenda si focalizza proprio sulla uguaglianza di genere. Oltre all’obiettivo specifico sul genere, la diversità e l’inclusività nelle STI sono viste come un prerequisito per produrre i tipi di conoscenza e di innovazioni necessarie per rispondere in modo efficace a tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Non sorprende quindi che il genere sia stato all’ordine del giorno dei responsabili delle politiche di STI per diversi decenni sia al livello Europeo che nazionale.
In Italia molte Università ed istituzioni di ricerca (tra le quali anche il CNR con un recentissimo provvedimento) si sono dotate o si stanno dotando di bilanci di genere e prendendo misure per il riequilibrio, almeno in una fase iniziale.
L’Associazione Donne e Scienza, membro dell’European Platform of Women in Science, per parte sua contribuisce con una serie di attività al fine di favorire e facilitare l’integrazione della dimensione di genere nella scienza e nella ricerca, promuovere la partecipazione delle donne alla ricerca scientifica, costruendo una rete italiana di donne nella ricerca che faciliti la comunicazione su progetti e attività e la circolazione delle informazioni. Tra le varie attività, oltre alla raccolta di documenti e informazioni riguardanti la situazione delle donne nelle istituzioni di ricerca, nei regolamenti e nelle politiche, promuove e facilita la partecipazione delle donne nella scienza ad eventi nazionali e internazionali e organizza conferenze e altri eventi finalizzati ad una comprensione approfondita degli aspetti riguardanti la soggettività e l’esperienza delle donne nella ricerca scientifica
Le istituzioni, in conclusione, si dovrebbero dotare di una varietà di strumenti per garantire politiche e processi privi di pregiudizi di genere nella ricerca per le risorse umane, quali per esempio i piani di azione, i cosiddetti Gender Equality Plan. A tal fine vanno preliminarmente raccolti in maniera sistematica dati e analisi per rinforzare e / o rimodellare la politica per aumentare la presenza delle donne ai più alti livelli delle carriere nelle università e istituzioni di ricerca.
Le prospettive, ahimè, non sono però rosee al livello più generale e su scala mondiale. Nel citato documento il World Economic Forum stima che al ritmo attuale del cambiamento, il divario di genere globale impiegherà 108 anni per chiudersi; la parità di genere economica rimane a 202 anni di distanza.
Nemmeno i nostri nipoti vedranno la fine di questo percorso. Confidiamo nei pronipoti.

Sveva Avveduto
Dirigente di ricerca CNR-IRPPS
Presidente Associazione Donne e Scienza

 

  1. McKinsey (2015). The Power of Parity: How Advancing Women’s Equality can add $12 trillion to Global Growth.
  2. Smith-Doerr, L., Alegria, S. N., & Sacco, T. (2017). How Diversity Matters in the US Science and Engineering Workforce: A Critical Review Considering Integration in Teams, Fields, and Organizational Contexts. 2017, 3, 15.
    doi:10.17351/ests2017.142
  3. Sul sito http://www.donnescienza.it tutte le informazioni anche per l’iscrizione all’Associazione.
  4. Si veda il sito http://www.epws.org