Alla Casa del Cinema di Roma fino al 14 marzo “Fellini, uno sguardo personale di Vittoriano Rastelli

Alla Casa del Cinema di Roma è in corso – dal 4 al 14 marzo 2019 – la mostra fotografica “Fellini, uno sguardo personale di Vittoriano Rastelli” a cura di Alessandra Zucconi e Andrea Mazzini. In mostra una selezione di fotografie in bianco e nero e a colori, dove il ‘Maestro’ viene ritratto in vari momenti della sua carriera, ovviamente, con uno sguardo più personale. Un Fellini ironico e giocoso, quasi inedito.

Le fotografie di Rastelli raccontano, quindi, non solo Fellini regista ma anche l’uomo, la sua ironia e la sua versatilità.

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Vittoriano Rastelli, giornalista professionista, specializzato in foto-reportage, ha pubblicato la sua prima immagine nel 1951 a meno di 15 anni come documentazione dell’arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo. Ha iniziato il lavoro di fotografo pubblicando su “Il Lavoro”, quotidiano di Genova, diretto da Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica; a Milano per “Sport illustrato” e dal 1959 a Roma per i settimanali della Rizzoli.

Nella capitale, negli anni Sessanta si occupa di cinema italiano, in quegli anni ai suoi massimi splendori. Nel 1964 pubblica il suo primo servizio su “Life”, il viaggio del Papa in Terra Santa, seguono l’alluvione di Firenze (1966), la Guerra dei 6 giorni arabo-israeliana (1967), l’invasione sovietica della Cecoslovacchia (1968), fino al penultimo numero della rivista (dicembre 1972) con Federico Fellini.

Collabora con “Epoca” dal 1974 al 1992, impegnandosi in Libano, in Iran per la rivoluzione di Komeini, la morte di Franco e la fine della dittatura in Spagna. Segue la moda in Italia per il “New York Times”, dalla fondazione collabora con “AD” e “Il Venerdì” de “La Repubblica”.

Inoltre, ha fotografato tutti i viaggi internazionali di Papa Paolo VI e gli oltre trenta viaggi nel mondo di Papa Giovanni Paolo II. Uno dei suoi ultimi lavori, in Afghanistan per una serie di servizi sulle vittime delle mine.

Destinatario di prestigiosi premi giornalisti, tra cui Premio Campione 1976 per il lavoro “Guerra Civile in Libano” (Epoca); Page One Award 1983 (“Designer at Ease); Premio Giornalistico Saint Vincent 1999 per “Soldati in Pace” (Il Venerdì di Repubblica).