Le impossibili guarigioni di Kim Rossi Stuart

di Piera Mattei

  Anche se in copertina a vivaci colori una giovane coppia, circondata solo dal mare, si scambia un bacio appassionato, sconsiglierei a un uomo il regalo di questo libro a una ragazza. No, non in questi giorni intorno all’8 marzo, e comunque non alla ragazza che si vuole corteggiare.
I cinque racconti che compongono il volume infatti sono essenzialmente imperniati sul tema dell’incapacità di amare e dell’impossibilità di essere amati.
Nel primo racconto però la coppia protagonista sono un padre e un figlio. La donna resta nello sfondo, probabile responsabile del successivo sfacelo. Il padre infatti è stato abbandonato con il bambino dalla moglie, che è andata a mettersi con un uomo ricco e poi con quello è sciaguratamente morta in un incidente aereo. Il padre vuole perciò temprare il figlio, renderlo forte contro la paura e contro la fatica fisica. Acquista quindi un appezzamento di terra su quale monta una casa in legno, e compra dei cavalli, uno stallone. Lui e il figlio vivranno rudemente, come veri cavallari: accudire gli animali, domarli, insegnare a cavalcare.

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Nell’imposizione di una vita che esala odore di merda equina e di fango il ragazzo impara così a odiare il suo padre-addestratore e, appena può, si dedica a uno studio e a una professione che è quanto di meno fisico si possa immaginare: l’alta cucina. Solo quando troverà il padre ammalato il loro rapporto conoscerà la tenerezza. Un racconto che ha piuttosto la struttura di uno schema di romanzo perché copre l’età del protagonista dall’infanzia alla maturità, in una cinquantina di pagine, e che è, forse, tra tutti, quello più ottimista. Negli altri uomini timidi o paurosi inseguono donne, poi si pentono, le abbandonano, le vedono belle, poi le vedono brutte, litigi, voltafaccia, insulti, oppure cercare di piacere all’altra contro se stesso, fino all’impazzimento. Le donne non ci fanno una gran bella figura.

Altro tema, in sottordine, è quello della mania religiosa, male contagioso che può assumere persino la forma epidemica, nel racconto che chiude la raccolta. Il linguaggio è piuttosto essenziale nella resa, simile a quello delle sceneggiature. I dialoghi concitati, spesso gridati.

Ricordo il Kim Rossi Stuart attore che più di venti anni fa interpretava il giovane schizofrenico innamorato dell’impiegata della posta in “Senza pelle” di Alessandro D’Alatri. Penso che quel personaggio resta fratello degli uomini non più giovanissimi ma sempre spaventati del mondo e ossessivi, che popolano le pagine di questo libro.

Kim Rossi Stuart “Le guarigioni” La nave di Teseo, gennaio 2019