Alessandro Gassmann & Fabrizio Bentivoglio sono la coppia ideale in “Croce & Delizia”

di José de Arcangelo

E’ in arrivo la commedia “Croce e delizia”, opera seconda di Simone Godano, con Fabrizio Bentivoglio, Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca e Filippo Scicchitano, che unisce l’utile al dilettevole, sentimenti e divertimento su famiglia allargata e scoperta dell’omosessualità a cinquant’anni.

Sempre sulla scia della commedia corale degli equivoci in cui vengono fuori, anche in quelli che si dichiarano moderni e tolleranti, pregiudizi e intolleranza, disagio e incomprensione, sentimenti e luoghi comuni.

Infatti, narra l’incontro di due famiglie romane. I Castelvecchio sono eccentrici, hanno una mentalità aperta (almeno così dichiarano), ma sono narcisisti e disuniti. I Petagna, invece, sono l’opposto (sempre apparentemente), molto affiatati, di estrazione sociale più umile, dai valori tradizionali ma conservatori. Però si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme, ma lo sanno solo i capofamiglia Tony (Bentivoglio) e Carlo (Gassmann) per l’inaspettato annuncio del loro amore e matrimonio. La notizia scardinerà gli equilibri delle due famiglia ma soprattutto quelli di Penelope (Trinca) e Sandro (Scicchitano), i loro rispettivi primogeniti.

“Il primo rischio – esordisce Godano – era quello di non rendere credibili fin dall’inizio i due personaggi, ma dalla prima volta in cui si sono guardati e comportati Gassmann e Bentivoglio abbiamo capito che questo rischio in realtà non esisteva. Grazie a loro sono riuscito ad alzare la temperatura emotiva del film e puntare dritto al mio obiettivo: raccontare una storia vera”.

“Lavorando allo sviluppo del soggetto (della sceneggiatrice Giulia Steigerwalt ndr.) – prosegue – abbiamo subito trovato un’insidia. Ci siamo accorti di avere più temi da trattare: l’omosessualità, lo scontro sociale, il giudizio dei figli verso le scelte dei genitori (una volta era il contrario) e i conflitti all’interno delle famiglie. Non ci siamo spaventati e abbiamo capito che questa vastità di temi doveva essere trasformata in una risorsa sotto un comun denominatore, l’accettazione degli altri”.

“Una chiave del film – precisa – è l’assenza dei ‘cattivi’. Ma come fare un film così senza cadere nella retorica del buonismo? La scelta è stata quella di ‘stare’ con tutti i personaggi, nel bene e nel male e comprendere il loro punto di vista. Intorno al personaggio positivo di Carlo ruotano tre personaggi con sfaccettature apparentemente negative: Penelope, Sandro e Tony. Io sono voluto stare anche dalla loro parte, capendo e difendendo le loro motivazioni. Voler bene ai propri personaggi è stato per me un punto di partenza di questo racconto”.

“A Penelope non è il pregiudizio che la sconvolge – dice Trinca – ma la scelta di un padre che  non le ha mai fatto conoscere l’amore, una strada che non trova, ma poi la trova in modo inaspettatamente emotivo, affettivo, in Carlo”.

“Soprattutto nella scena in cui scopre il padre con Tony – ribatte Scicchitano – se questo fosse successo a me ne sarei uscito fuori sconvolto come chiunque altro. La reazione di Sandro è così violenta forse perché si è sentito tradito dal padre che non gli ha raccontato quello che aveva deciso di fare”.

“Il mio ruolo è quello della ‘patata bollente’ – afferma Bentivoglio – che mi è sempre piaciuto perché il nostro lavoro deve contenere il rischio per vibrare, e qui il rischio era cadere nella macchietta, andava tutto umanizzato. Sulla pagina sembrava molto più scostante, è lui la ‘croce’, e poggia sulla ‘leziosità’ del suo carattere”.

“La sceneggiatura deve coinvolgere alla prima lettura – ribatte Gassmann – e questa mi ha dato emozioni che non è il pane quotidiano del nostro cinema. Dovevo esprimere pacatezza e mi riconosco in certa semplicità delle persone. Carlo si gira intorno, si preoccupa di dare una mano agli altri, non si tira mai indietro, è senza difetti, forse, ma è laziale, ma questo mi ha aiutato tanto perché ‘anche i tristi ridono’: è una commedia, mica piangono”.

“Questo in fondo è un film sull’amore e la famiglia – conclude il regista -. L’amore tra due uomini, tra due padri per i rispettivi figli. E’ soprattutto la storia d’amore tra Penelope e Carlo, tra una figlia perduta che trova nella persona apparentemente più lontana da lei il padre che non ha mai avuto. In questa storia non si chiede ai personaggi di fare compromessi, ma solo di lasciare spazio ai sentimenti degli altri, accettandoli per quello che sono. Viene chiesto loro di ‘lasciarsi sorprendere dalla vita ogni tanto, che è bello’.”

Quindi, una gradevole commedia senza eccessi né battutacce che però fa ridere, e dove gli stereotipi vengono usati in funzione della storia. In sintesi, più riuscita e misurata dell’opera prima di Godano “Moglie e Marito”. E oltretutto non è un remake.

Nel cast anche Lunetta Savino (Ida), Anna Galiena (Giulietta), Rosa Diletta Rossi (Carolina), Clara Ponsot (Olivia) e Giandomenico Cupaiuolo (Gianlucone).

Nelle sale italiane dal 28 febbraio 2019 distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia