“Copia originale”

di José de Arcangelo

“Copia Originale” è il coinvolgente e commovente film di Marielle Heller (“Diario di una teenager”) con i due insostituibili candidati all’Oscar 2019, l’attrice protagonista Melissa McCarthy e l’attore non protagonista Richard E. Grant, già vincitore del Golden Globe nella stessa categoria.

L’opera seconda della regista, sceneggiatrice e attrice, candidata anche alla statuetta per la Miglior sceneggiatura non originale (Nicole Holofcener e Jeff Whitty), è tratta dall’autobiografia “Can You Ever Forgive Me?” (titolo originale anche del film) in cui la controversa e misantropa scrittrice Lee Israel racconta come è diventata protagonista di una truffa letteraria nella New York degli anni Novanta.

Quindi, la storia è vera. New York, 1991. Lee Israel ha un grande talento ma un pessimo carattere. L’alcolismo e la misantropia, le alienano qualsiasi possibilità di carriera. Licenziata dalla redazione per un bicchiere di whisky e un insulto di troppo, deve trovare un altro modo, e deve trovarlo presto, per sbarcare il lunario e curare il suo adorato gatto (che ama più delle persone). Anche perché la sua editrice le nega persino un anticipo sulla prossima biografia, anzi non ne vuol sapere. Due lettere di Fanny Brice, rinvenute per caso in un libro della biblioteca e vendute a 75 dollari, le forniscono l’idea che cercava. Biografa talentuosa, mette a frutto la sua conoscenza in materia e il suo talento di scrittrice, tanto che i suoi falsi vengono persino autenticati da specialisti.

Caustica e al tempo stesso di rara sensibilità, proprio come la protagonista – che riuscì a mettersi nei panni di celebrità del mondo letterario scomparse (da Noel Coward a Dorothy Parker) e non solo falsificandone le lettere autografate da rivendere a collezionisti -, l’opera della Heller mette in risalto il talento dei due attori protagonisti. Grant veste i panni di Jack Hock, cocainomane e cleptomane, che diventa spalla di Lee (McCarthy) e come lei solo ed emarginato dalla società nonostante la sua vitalità. Due solitudini che s’incontrano, lesbica lei, omosessuale lui, e stabiliscono quasi subito un profondo legame di amore platonico che si sgretolerà quando vengono scoperti dall’Fbi (dopo centinaia di lettere false) ma, forse, non per sempre.

Ma “Copia originale” è anche un quadro – ironico e corrosivo fra lacrime e sorrisi – di un certo ambiente letterario che tiene di più al presenzialismo e alle apparenze, alla fama e alle convenzioni, che al vero talento, che la Israel – ribelle e anticonformista – rifiuta e mette in ridicolo, ovviamente a caro prezzo. Perciò la sua è una sorta di vendetta e al tempo stesso di rivincita, sul mondo letterario e culturale che cambia. In peggio.

Nel cast anche Dolly Wells (Anna),  Ben Falcone (Alan Schmidt), Gregory Korostishevsky (André), Jane Curtin (Marjorie), Stephen Spinella (Paul), Pun Bandhu (agente Doyle), Christian Navarro (Kurt), Erik LaRay Harvey (agente Solonas).

Nelle sale italiane dal 21 febbraio distribuito da 20th Century Fox Italia