“Westwood: Punk Icona Attivista”

di José de Arcangelo

Arriva nelle sale un interessantissimo documentario sulla mitica Vivienne Westwood, artista eclettica e trasgressiva, libera e indipendente: “Westwood: Punk Icona Attivista”, appunto. Presentato al Sundance Film Festival e diretto da Lorna Tucker è un documentario originale e particolare, come la sua protagonista, che rivisita gli anni del Punk  e arriva fino ad oggi, tra musica e moda, amori e creazioni, ascesa e caduta, frustrazione e rinascita.

Vivienne Westwood, icona Punk Rock per eccellenza, è una delle artiste più influenti della storia contemporanea. Il film esplora la sua ascesa verso il successo, mostrando da vicino il suo talento, il suo attivismo e la sua significativa importanza culturale. Intrecciando il materiale d’archivio e quello inedito (incluse le rivelazioni di suo figlio, che parla più volentieri di lei), viene raccontata in modo intimo la storia di Vivienne, attraverso le sue stesse parole (infatti a lei non piace quasi parlare di sé, tanto meno ama le interviste), e le toccanti narrazioni della sua stretta cerchia di familiari, amici e collaboratori.

“Westwood: Punk, Icon, Activist” (titolo originale) è il primo film ad abbracciare l’eccezionale storia di una delle icone più autentiche del nostro tempo, dal momento che Vivienne ha lottato per mantenere l’integrità del suo brand, dei suoi principi e della sua eredità.

Di umili origini, Vivienne si spostò dall’Inghilterra del nord alla Swinging London all’età di diciassette anni, alla metà degli anni ’60. La sua vita cambiò drasticamente direzione  – negli anni Ottanta – quando incontrò Malcom McLaren, impresario e manager dei ‘Sex Pistols’: il loro negozio a Kings Road lanciò il genere punk e una cultura popolare rivoluzionaria che pian piano conquistò l’intero mondo occidentale. Non solo.

Durante i successivi quarant’anni Vivienne ha dovuto far fronte a relazioni frustranti, derisioni da parte della stampa e la tivù, situazioni finanziarie difficili e nonostante questo è riuscita a emergere come un’icona culturale inglese e un fenomeno nel mondo della moda.

Oggi il brand Westwood sta a fianco di marchi quali Gucci, Dior e McQueen, ma solo Vivienne possiede e gestisce direttamente il suo impero – e senza fare compromessi sfidando il merchandising internazionale, senza dar segno di cedimento all’età di settantasette anni.

Infatti, il film ritrae Vivienne in un periodo cruciale, quando l’azienda apre i suoi ‘flagship store’ nelle capitali della moda, Parigi e New York. Tuttavia, il successo globale ha un prezzo e le difficoltà legate alla gestione dell’azienda non tardano ad arrivare. Attraverso il continuo alternarsi delle riprese che testimoniano i successi, i conflitti e le insicurezze che Vivienne affronta oggi e i momenti cardine della sua vita, emergono parallelismi tra il suo attivismo del 21° secolo (soprattutto sull’ambiente) e la sua attitudine punk rock anti-sistema della giovinezza.

Quindi, “Westwood: Punk Icona Attivista” non è il solito documentario sulla moda ma diventa il ritratto intimo e stimolante di una vera icona inglese a cavallo dei due secoli. Il tutto in soli 80 minuti.

Nelle sale italiane dal 20 febbraio 2019 distribuito da Wanted Cinema e Feltrinelli Real