“La vita in un attimo” (Life Itself)

di José de Arcangelo

Partendo dallo spunto secondo il quale “siamo tutti parte di una storia più grande”, Dan Fogelman – creatore del serial tv, premio Golden Globe “This is Us”, sceneggiatore del primo “Cars – Motori ruggenti” e regista di “La canzone della vita – Danny Collins” con Al Pacino -, stavolta si cimenta con un (melo) dramma sentimentale, per raccontare due storie esistenziali incrociate, tra passato e presente, destino e/o caso, in “La vita in un attimo” (Life Itself), scritto, co-prodotto e diretto da lui stesso.

La storia di Will (Oscar Isaac, Golden Globe per la mini serie “Show Me a Hero”) e Abby (Olivia Wilde, “Tron: Legacy” e “In Time”) e la loro travolgente love story, dal loro primo incontro al college al primo appuntamento, dal matrimonio alla nascita di un figlio, fino all’improvvisa e traumatica separazione. E pian mano che la storia va avanti, verranno svelati i legami che li legano a Dylan (Olivia Cooke, della serie “Bates Motel”), una giovane ribelle che cerca di sfuggire alla sofferenza; a Irwin (il veterano Mandy Patinkin, da “Ragtime” e “Yentl” a “La storia fantastica”) che cresce la nipote cercando di tenerla al riparo dal dolore, infine al signor Saccione (Antonio Banderas), ricco proprietario terriero spagnolo, e alla famiglia del suo dipendente Javier (Sergio Peris-Mancheta) che gestisce vigneto e uliveto, dove vive con la moglie Isabel (Laia Costa) e il figlio Rodrigo (Alex Monner).

Sceneggiato dallo stesso Fogelman, è un ambizioso melodramma che, grazie a flash back e flash forward (e un narratore), va avanti e indietro nel tempo come in un giallo, per rivelare man mano allo spettatore il collegamento fra le due storie intrecciate. Un quadro di vita vissuta, carico di emozioni e sentimenti, per ricordarci ancora una volta che è l’amore a reggere tutto, nel bene e nel male. E per il regista un sogno che si avvera.

“Questo film – dice Fogelman – parla della vita e di quanto sia enorme, confusa, piena d’amore e anche di tragedie. Questo film parla delle persone. Ne esplora i trionfi e i fallimenti, la tristezza e la felicità, racconta di questa cosa strana ma bellissima che ci accomuna tutti: la vita”.

“C’era qualcosa di questo film – aggiunge – che mi è entrato dentro. La trama è impossibile da descrivere, che poi è l’aspetto che mi provoca grandi emozioni. Racconta di grandi perdite, grandi tragedie, grandi amori, grandi momenti. Si tratta di un romanzo straordinario nel quale seguiamo i protagonisti generazione dopo generazione”.

Tutto vero, peccato che il regista a tratti si trascini troppo cercando di dare la ‘spiegazione’ ricorrendo a scene ripetitive, rallentando il ritmo, anche quando alcune situazioni vengono raccontate sui toni della commedia.

“Al volte, il pubblico – conclude Fogelman – rimarrà sorpreso nel rendersi conto del fatto che si stia raccontando una storia piuttosto che un’altra, e questo è del tutto intenzionale. Voglio che le persone debbano prestare attenzione alle cose in modo diverso. La speranza è quella di tenere il pubblico alle spine con la storia che raccontiamo”.

Comunque, “La vita in un attimo” coinvolge soprattutto – oltre che per la struttura e qualche vera emozione – per un cast di tutto rispetto, efficace, e all’altezza della situazione. L’ispirazione, oltreché colonna sonora, proviene dal leggendario album “Time Out of Mind” di Bob Dylan. La psicologa Cait Morris è interpretata da Annette Bening (4 nomination all’Oscar e un Golden Globe vinto per “I ragazzi stanno bene”. Samuel L. Jackson è il contradditorio narratore (voce e cameo).

Nelle sale italiane dal 14 febbraio distribuito da Cinema di Valerio De Paolis