“Copperman”

di José de Arcangelo

Ecco una commedia davvero diversa e inedita nel panorama del cinema italiano, in raro equilibrio fra dramma e fiaba, realistica e surreale al tempo stesso, e con un pizzico di sana ironia: “Copperman”, da una sceneggiatura originale dei giovani sMauro Graiani, Riccardo Irrera, Paolo Logli e Alessandro Pondi, diretta da un regista, Eros Puglieli, un autore che fin dal suo esordio ha coniugato realtà e fantasia in modo particolare e con un protagonista coraggioso, Luca Argentero, alle prese con un personaggio-sfida.

Infatti, Anselmo alias Copperman, è un giovane autistico (con tutte le sfumature del caso) che diventa supereroe per amore, un uomo con l’innocenza di un bambino e il cuore di un leone.

Anselmo è cresciuto con la mamma (Galatea Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia ‘speciale’, ha convinto anche lui di esserlo. E ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. L’amore della sua vita è Titti (Angelica Bellucci / Antonia Truppo) conosciuta a scuola alle ore 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi divorata da un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese, arrivato non si sa bene da dove, suo padre putativo e mentore. E, proprio, grazie a lui Anselmo diventa Copperman.

“Una storia  – afferma il regista, da “Dorme” e “Tutta la conoscenza del mondo” al televisivo “Nevermind”, presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma, “Alice nelle città” – che affonda le sue radici nel crudo realismo di una realtà non facile; un bambino dalle caratteristiche umane e intellettuali non comune, un Forrest Gump cresciuto senza padre e tirato su da una mamma sola in un piccolo paese, che si convince di essere invulnerabile e si trasforma in un supereroe al servizio dei più deboli. Ma è proprio attraverso gli occhi del nostro protagonista che i confini e i limiti del mondo si sgretolano e tutto improvvisamente può diventare possibile ”.

“Insieme ad Anselmo – prosegue -, e grazie al suo sguardo, penetriamo la dimensione poetica delle cose. E’ lui che ci prende per mano e ci conduce passo dopo passo in un mondo più ampio, un mondo che in realtà è sotto i nostri occhi ma che non riusciamo a vedere a causa di troppe sovrastrutture e dei nostri schemi. E che ha bisogno dell’innocenza di un bambino per venire alla luce”.

I riferimenti dichiarati da Puglielli sono il maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki e quello del ‘fantastico’ Terry Gilliam, ma anche “Totò le héros – Un eroe di fine millennio” di Jaco Van Dormael e “Delicatessen” di Marc Caro & Jean-Pierre Jeunet, entrambi del 1991, soprattutto per questo ragazzo supereroe e la sua armatura (fatta con materiale da riciclo), a cui si aggiunge per Argentero l’Iron Man che l’attore confessa di amare per il suo grande interprete Robert Downey Jr. e, inoltre, di aver visto il serial “The Good Doctor” con Freddie Highmore.

Se il ricordo di “Lo chiamavano Jeeg Robot” può trarre in inganno, non c’entra niente “perché la sceneggiatura è stato scritta ben tre anni prima” e la storia è completamente diversa, anche perché Copperman è un supereroe senz’altri poteri che l’ingenuità e la tenerezza, quella purezza che lo rende bambino nel corpo di un uomo. Il suo compito, poi, è proteggere e difendere i più deboli, in primis gli esseri più cari e indifesi, e la sua disarmante abitudine di dire sempre quello che pensa, anzi la verità.

Nel cast anche gli efficaci Gianluca Gobbi (Ernesto) e Sebastian Dimulescu (Anselmo bambino). Prodotto da tre under 40, Caterina Carpinella, Marilù Paguni e Ariens Damsi per Eliofilm con Rai Cinema e in associazione con Notorious Pictures e con Minerva Pictures, “Copperman” è un progetto ambizioso ma riuscito e vanta anche le musiche originali di Andrea Guerra, la fotografia di Alfredo Betrò (in una Spoleto quasi irriconoscibile, anzi favolistica), i costumi di Patrizia Chericoni e le scenografie di Emita Frigato e Maria Rita Cassarino.

Nelle sale italiane dal 7 febbraio distribuito da Notorious Pictures