Il mondo cambia, Montalbano no. E torna su Raiuno l’11 e il 18 febbraio

Compie vent’anni ma non li dimostra. “Il commissario Montalbano” ritorna su Raiuno con due nuovi episodi, anzi film, l’11 e il 18 febbraio 2019 su Raiuno. Nato dall’illustre penna di Andrea Camilleri e interpretato sempre da Luca Zingaretti, la serie – sempre diretta da Alberto Sironi – è diventata cult in tutto il mondo (trasmessa in 65 paesi), dall’America Latina all’Asia.

Con i due nuovi capitoli (“L’altro capo del filo” e “Un diario del ‘43”) la serie arriva a quota 34 episodi, oltre un miliardo di spettatori complessivi in venti stagioni e 150 repliche, con punte di ascolto di oltre i 12 milioni di spettatori e il 44% di share, alle prime trasmissioni.

“Non amo le celebrazioni e tanto meno le autocelebrazioni – ha detto Zingaretti alla conferenza stampa romana di presentazione – ma devo sottolineare che in questi anni non abbiamo mai abbassato la guardia curando il dettaglio e lavorando al prodotto con la professionalità e la stessa cura tecnica che si dedica ad un vero e proprio film”.

Però il personaggio Montalbano non è cambiato, perché “Camilleri, come ogni grande scrittore, sa benissimo – continua il protagonista – che il personaggio amatissimo di una serie deve cambiare pochissimo e mantenere certe caratteristiche, d’altra parte Salvo è un uomo integerrimo e attaccatissimo al suo mestiere che considera prima di ogni altra cosa. A cambiare è invece il mondo e le nuove sfide che deve affrontare mettendosi alla prova ogni volta”.

Ed ecco le storie raccontate nei nuovi due episodi. Nel primo, durante gli incessanti sbarchi e l’emergenza umanitaria che non risparmia Vigata, Montalbano e i suoi uomini si ritrovano alle prese con l’efferato omicidio di una bellissima sarta che sta preparando un abito su misura proprio per Salvo e che porterà il commissario nel Nord Italia per scoprire tutta la verità.

A proposito di sbarchi e immigrazione, l’attore ha precisato: “Io sono un attore che recita battute, dunque anche sui migranti dico quello che scrive Camilleri, e mi sembra assurdo che si polemizzi sul fatto che la Rai sia in fibrillazione per questo”.

“Raccontare in un film – ribatte Sironi – quello che il pubblico ha già visto nei Tg in questi ultimi anni è stato il mio primo problema e ci siamo documentati, abbiamo visto la verità e poi abbiamo ricostruito le storie di chi arriva in cerca di salvezza e il lavoro di quelli che sono demandati ad accoglierli”.

Nel secondo (“Un diario del ’43”) tutto parte dal ritrovamento di un vecchio quaderno di appunti di un ragazzo, allora quindicenne, affascinato dall’ideologia fascista e autore di una strage compiuta nel settembre ‘43. Nel frattempo, a Vigata, un arzillo novantenne chiede a Montalbano di cancellare il proprio nome finito erroneamente su una lapide dei caduti di guerra, mentre un ricco imprenditore della città viene trovato cadavere.

Nel cast, oltre gli interpreti fissi Cesare Bocci (Mimì Augello), Peppino Mazzotta (Fazio), Angelo Russo (Catarella) e Sonia Bergamasco (Livia) anche Elena Radonicich e Anna Ferruzzo. La serie è una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nora Barbieri con Max Gusberti.