“Copperman”: quando la realtà diventa fantasia nasce il supereroe Argentero

di José de Arcangelo

Arriva nei cinema dal 7 febbraio un’opera cinematografica finalmente diversa e inedita nel panorama italiano, in bilico fra dramma e favola, “Copperman”, da una sceneggiatura originale (di Mauro Graiani, Riccardo Irrera, Paolo Logli e Alessandro Pondi), diretta da un regista, Eros Puglielli, che ha sempre coniugato realtà e fantasia in modo particolare e con un protagonista inedito, Luca Argentero.

“L’incontro con questo bellissimo progetto – confessa il regista di “Tutta la conoscenza del mondo” e del televisivo “Nevermind” – è stato per me un evento raro e speciale, un piccolo miracolo. Non mi era mai capitato prima di imbattermi in un copione che non avevo scritto che fosse così aderente alla mia sensibilità, ai miei temi e alla mia visione del cinema e della realtà”.

“Il conflitto tra la spinta all’omologazione – prosegue – e l’irripetibilità di ogni manifestazione umana, il potere creativo della mente e la sua capacità di influenzare e modificare la realtà e, soprattutto, l’amore puro e incondizionato come vera via di guarigione”.

“Ho cercato di raccontare questa storia – aggiunge – con la grazia e la leggerezza della favola, una favola moderna piena di sentimenti, azione e tenera ironia”.

“La caratteristica del mio personaggio è la sensibilità” afferma Luca Argentero, infatti, Anselmo alias Copperman, è un giovane autistico che diventa supereroe per amore, un uomo con l’innocenza di un bambino e il cuore di un leone.

Anselmo è cresciuto con la mamma (Galatea Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia ‘speciale’, ha convinto anche lui. E proprio come Forrest Gump ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. Il suo grande amore è Titti (Angelica Bellucci / Antonia Truppo) conosciuta a scuola alle 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi inghiottita da un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese, arrivato non si sa da dove, suo padre putativo e mentore. Grazie a lui Anselmo diventa Copperman.

“Quando ho letto la sceneggiatura sono rimasto estasiato – riprende Argentero – ma l’ho chiusa in un cassetto e pensai non si farà mai, perché non è per niente facile in Italia uscire da certi schemi (le solite commedie ndr.). Per chi ha deciso di produrlo e per tutti noi è la realizzazione di un sogno e ci ha coinvolto perché crediamo nella potenza dei sogni, anche la troupe si è lasciata trasportare dall’atmosfera che si è creata quest’estate a Spoleto (dove è stato girato ndr.)”.

 

“Era stato un sogno per me usare il mantello dei superero che amavo fin da bambino (Spider-Man e Superman che allora era il classico). Vorrei sempre lavorare con l’entusiasmo e la passione che ci hanno messo tutti a questo progetto per far sognare anche gli spettatori e far capire che nella vita ognuno può essere un supereroe”.

“Anselmo deve confrontarsi e rispettare la realtà che vive quotidianamente e io dovevo immaginare un supereroe senza poteri, non ha la tuta ma una sorta di armatura per difendere e proteggere; avere la volontà di trasformare il diverso in una persona speciale perché spesso ha un’asserzione apparentemente negativa, mentre in questo caso la diversità diventa speciale, appunto, positiva”.

“Ha un suo modo di vedere e capire il mondo – aggiunge Puglielli -, e la sua storia ha dei particolari di tutte le persone che abbiamo incontrato”. Infatti, attore e regista hanno frequentato genitori, ragazzi con difficoltà dello spettro cognitivo come lui e medici di una realtà romana. I riferimenti sono Miyazaki, “Totò le héros” e “Delicatessen”, soprattutto per questo ragazzo supereroe e la sua armatura, a cui si aggiunge l’Iron Man contemporaneo che Argentero confessa d’amare per il suo interprete Robert Downey Jr. e di aver visto in tivù “The Good Doctor” con Freddie Highmore. Ma “Lo chiamavano Jeeg Robot” non c’entra niente “perché il copione è stato scritto tre anni prima”. E la storia è completamente diversa, anzi lontanissima.

Antonia Truppo non si aspettava di diventare la protagonista femminile del film, l’amore della vita di Anselmo. “Ho letto e riletto la sceneggiatura e mi sono detta ‘ma io?, sono legata a un cinema riconosciuto (da “Lo spazio bianco” e “Lo chiamavano Jeeg Robot”, appunto ndr.), mi chiameranno per tirarsi fuori dalla rogna, non sanno proprio a chi farlo fare. Titti è una ragazza normale che ha una sua turbe, ma è la lei della favola… l’archetipo, la metafora psicologica delle favole. Anch’io sto vivendo una favola come Cenerentola. E’ stato bellissimo come conservare una cosa speciale, forse, retta dall’emotività, l’aspetto più infantile della fanciulla delle favole”.

Nel cast anche Gianluca Gobbi (Ernesto) e Sebastian Dimulescu (Anselmo bambino). Prodotto da tre under 40, Caterina Carpinella, Marilù Paguni e Ariens Damsi per Eliofilm con Rai Cinema e in associazione con Notorious Pictures e con Minerva Pictures, “Copperman” è un progetto ambizioso ma riuscito e vanta anche le musiche originali di Andrea Guerra, la fotografia di Alfredo Betrò, i costumi di Patrizia Chericoni e le scenografie di Emita Frigato e Maria Rita Cassarino.