“Vice – L’uomo nell’ombra”

di José de Arcangelo

Uscito in Italia un mese fa e ancora in programmazione, “Vice – L’uomo nell’ombra”, scritto e diretto da Adam McKay, nel frattempo ha ottenuto ben otto nomination all’Oscar (film, attori protagonista e non protagonista, attrice non protagonista, regia, trucco e acconciatura, sceneggiatura originale, montaggio). Secondo noi non tutte meritate perché si tratta del tradizionale, anzi formalmente convenzionale, ritratto di un personaggio politico realmente esistito, destinato ad essere un perdente e senz’altro talento che l’intraprendenza, arrivò ai vertici della Casa Bianca.

Quella che sorprende, ancora una volta, è l’interpretazione di Christian Bale (Oscar al non protagonista per “The Fighter”), un attore che è cresciuto a Hollywood, visto che era il piccolo protagonista di “L’impero del sole” di Steven Spielberg (1987), che ha affrontato in trent’anni una lunga serie di sfide, più incredibili di questa (da “L’uomo senza sonno” a “Il cavaliere oscuro” e “American Hustle”), perdendo o guadagnando peso e, naturalmente, cambiando età e look.

“Vice” (titolo originale) narra la storia di Dick Cheney, un improbabile consigliere governativo che, burocraticamente e pian piano, acquista incredibile potere fino ad arrivare al posto di vice presidente di George W. Bush, portando il grande Paese e il mondo su strade (anche pericolose) che ancora oggi condizionano la nostra esistenza.

Ma, nonostante McKay si affidi al ‘dramedy’ (mix fra dramma e commedia) per raccontare questa storia vera e grottesca, 132 minuti sono davvero troppi, soprattutto per un film claustrofobico che rischia di annoiare e, persino, far addormentare lo spettatore più attento e interessato alla vicenda, visto che il ritmo narrativo non è quello giusto. E non ci sono mai veri scatti registici, emotivi e/o divertenti.

Unico merito riconosciuto è quello del cast intorno a Bale: Amy Adams (Lynne Cheney, la moglie) e Sam Rockwell (George W. Bush), vincitore della statuetta l’anno scorso per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, entrambi nomination; ma anche Steve Carell (Donald Rumsfeld), appena visto e apprezzato in “Benvenuti a Marwen” e già candidato per “Foxcatcher – Una storia americana” (2014); Alison Pill (Mary Cheney), Eddie Marsan (Paul Wolfowitz) e Lisa Gay Hamilton (Condoleezza Rice).

Nelle sale italiane dal 3 gennaio 2019 distribuito da Eagle Pictures