“Chi scriverà la nostra storia?”

di José de Arcangelo

Un altro coinvolgente, illuminante e toccante lungometraggio per non dimenticare approda nei cinema italiani in occasione della Giornata della Memoria: “Chi scriverà la nostra storia”, il docu-film scritto e diretto della regista Roberta Grossman e prodotto da Nancy Spielberg, arriva – in contemporanea europea e mondiale il 27 gennaio 2019 -, dopo essere stato presentato in anteprima (quella italiana è stata ieri, sabato 26 gennaio al Sudestival in Puglia come evento speciale) come evento speciale alla 13.a Festa del Cinema di Roma e in altri otto festival internazionali.

“Chi scriverà la nostra storia”, narrato nella versione originale dalle voci del premio Oscar Adrien Brody e della candidata Joan Allen, è tratto dall’omonimo libro dello Storico Samuel Kassov, che ricostruisce le vicende narrate nei ‘diari segreti’ degli ebrei del Ghetto di Varsavia.
Il docu-film fonde immagini d’archivio e rari filmati con nuove interviste e ricostruzioni storiche con attori, che permettono allo spettatore di essere trasportato all’interno del Ghetto e nelle vite di quei coraggiosi combattenti della Resistenza che sfidarono i loro aguzzini con l’arma più potente, la verità, rischiando tutto per garantire che il loro archivio segreto sopravvivesse alla guerra e alla loro stessa fine. Infatti, era stato sepolto sotto gli scantinati.

“Quale parte della storia diventa racconto ufficiale? I racconti di chi eleviamo a ‘verità’ e quali invece vengono ignorati o addirittura sepolti? Che cos’è reale e che cos’è falso? – si chiede la regista Roberta Grossman -. Nel 2018 (quando ha girato ndr.), sono queste le domande più importanti. Lo erano anche per un coraggioso gruppo di combattenti della Resistenza imprigionati nel Ghetto di Varsavia durante la Seconda guerra mondiale. Quando sono venuta a conoscenza di questo gruppo segreto di giornalisti, studiosi e storici, ho capito che avrei dovuto fare un film su di loro. La loro storia, catturata in ‘Chi scriverà la nostra storia è, secondo me, la più importante vicenda sconosciuta dell’Olocausto”.

Infatti, il docu-film svela anche come fosse importante la cultura nella comunità ebrea (la più grande e attiva d’Europa) che ospitava una ventina di locali (fra teatro, cabaret e musica) e altrettanti fra istituti e scuole (yiddish e polacco). Ovviamente sono state tutti chiusi dall’invasore che, contemporaneamente, iniziò una massima campagna di propaganda antisemita.

Nel novembre del 1940 i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei nel ghetto di Varsavia. Una compagnia segreta composta da giornalisti, intellettuali, ricercatori e capi della comunità, guidata dallo storico Emanuel Ringelblum e conosciuta con il nome in codice Oyneg Shabes (“La gioia del Sabato” in yiddish), decise di combattere le menzogne e la propaganda dei nazisti non con le armi e con la violenza, ma con carta e penna, a rischio della propria vita.

Nelle sale italiane dal 27 gennaio 2019 distribuito da Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema