E’ tornato nelle sale italiane “Schindler’s List” capolavoro di Steven Spielberg

di José de Arcangelo

E’ tornato nei cinema – dal 24 al 27 gennaio 2019 – per volere dell’autore stesso, in occasione della Giornata della Memoria, il capolavoro della maturità di Steven Spielberg “Schindler’s List” che commosse fino alle lacrime tutto il mondo, nonostante i pregiudizi della critica e degli addetti ai lavori che considerava il regista un fabbricante di blockbuster e niente più.

E non era la prima volta che Spielberg affrontava un argomento drammatico – vedi “Sugarland Express”, “L’impero del sole” e “Il colore viola” -, però in questo caso era stato spinto non solo dal libro di Thomas Keneally e dall’ottima sceneggiatura di Steven Zaillian (che il produttore-regista aveva proposto ad altri illustri colleghi), ma soprattutto da quel movimento negazionista che già allora tentava di seppellire la Shoah. Inoltre, si trattava di far conoscere al mondo intero la vicenda di uno spregiudicato impresario che aveva salvato un migliaio di ebrei dal lager e dal genocidio messo in atto dal nazismo.

Ambientata e girata in Polonia, a Cracovia, l’opera ricostruisce la vera storia di Oscar Schindler, un intraprendente industriale tedesco che, dopo aver messo in moto una fabbrica sfruttando le sue conoscenze e la mano d’opera a buon mercato, poi prende coscienza della drammatica situazione che si è venuta a creare e, mettendo a rischio la propria vita, la propria carriera e i propri beni, riesce a salvare migliaia di ebrei da un tragico destino.

Nessuna retorica e niente bianco o nero, tranne la splendida fotografia di Janusz Kaminski, ma tante emozioni e la constatazione di quanto possa essere crudele oppure altruista l’essere umano. Un film per non dimenticare, stavolta preceduto da una breve presentazione dello stesso Spielberg. Oltre tre ore per una pellicola che sorprende e commuove ancora oggi e sorprenderà i giovani che non l’hanno ancora vista, e invita sempre a riflettere e che, forse, rinfrescherà la memoria a chi oggi non vuole accettare o continua a negare la più grande tragedia universale. Nell’epilogo del film gli anziani sopravvissuti si recano alla tomba di Schindler (morto il 9 ottobre 1974) a rendergli omaggio accompagnati da alcuni interpreti.

Un cast eccezionale di attori allora poco noti ma già bravissimi: da Liam Neeson (Oskar Schindler), che noi avevamo scoperto in “Darkman” di Sam Raimi (1990), dove recitava per tre quarto di film sotto una maschera, e oggi diventato star dell’action thriller; a Ralph Fiennes  (l’ufficiale nazista Amon Goetz), che diventerà famoso due anni dopo con “Il paziente inglese”, e il già conosciuto Ben Kingsley (Itzhak Stern), noto per aver vinto l’Oscar per “Gandhi” (1982), assecondati da Caroline Goodall (Emilie Schindler, la moglie), Embeth Davidtz (Helen Hirsch), Jonathan Sagalle (Poldek Pfefferberg), Malgorzata Gebel (Wiktoria Klonowska), Andrzej Zeweryn (Julian Scherner) e la rimpianta Beatrice Macola (Ingrid), morta nel 2001 a soli 36 anni.

Nelle sale italiane dal 24 al 27 gennaio distribuito da Universal International Pictures Italia