“Il gioco delle coppie” (Doubles Vies)

di José de Arcangelo

Stavolta Olivier Assayas si affida alla commedia per parlare (riflettere) su ‘comunicazione’ e ‘libri’ nell’era di Internet, ma anche altro. Non a caso, “Il gioco delle coppie” (Doubles Vies – No Fiction), è ambientato nel mondo dell’editoria parigina, divisa dal dilemma: libri da toccare, quindi da sentire, ed e-book, sorta di lettura virtuale che, forse, non offre lo stesso piacere, almeno per chi è nato e cresciuto con la carta stampata.

Ma in fin dei conti è una commedia esistenzial-intellettuale sul ‘come’ siano cambiate la nostra vita e i nostri rapporti con gli altri. Assayas lo fa in modo leggero, e con sottile ironia, da artista intelligente e lucido per sedurre lo spettatore, usando la filosofia come divertimento, un po’ come faceva una volta il rimpianto Eric Rohmer. E le tante preziose idee vengono espresse attraverso brillanti dialoghi intelligenti.

Alain (Guillaume Canet) è un editore parigino di successo in lotta con i pro e i contro della sua vita professionale e privata, mentre Leonard (Vincent Macaigne), uno dei suoi autori storici, sono riluttanti a comprendere appieno e abbracciare il mondo dell’editoria contemporanea, fatta di e-book e shop online.

E, quando si incontrano per discutere del nuovo manoscritto di Leonard – l’ennesimo romanzo autobiografico incentrato sulla sua storia d’amore con una celebrità minore – Alain non può che confessare all’amico ciò che pensa del libro: un’opera superata e banale inutile da pubblicare. Ma la moglie di Alain, Selena (Juliette Binoche), star di una serie televisiva poliziesca, è invece convinta che si tratti di un vero e proprio capolavoro, sicuramente il miglior libro che Leonard abbia mai scritto.

A complicare la situazione è l’interesse di Alain per i media digitali e social, che lo hanno portato ad assumere la giovane Laure (Christa Théret), incredibilmente ambiziosa come “responsabile della transizione digitale” nella sua azienda (diventata la sua amante) e la compagna di Leonard, Valérie (Nora Hamzawi), amata ma tradita, assistente di un politico di sinistra.

Presentata, in concorso, alla 75.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e sottovalutata, l’opera dell’autore francese (da “Desordre” a “Personal Shopper”) indaga ancora, ma nel presente quotidiano, su argomenti (e sentimenti) in parte affrontati in “Sils Maria” e nel precedente film, non amato (forse no capito fino in fondo) thriller sulla scia del paranormale.

Nel cast anche Laurent Poitrenaux (Maxime Caron), Sigreid Bouaziz (l’amica editrice), Lionel Dray (l’amico editore), Nicholas Bouchaud (David) e il veterano Pascal Greggory (Marc-Antoine Rouvel, il proprietario).

Nelle sale italiane dal 3 gennaio 2019 distribuito da I Wonder Pictures (ancora in programmazione)